Cassazione: niente danno esistenziale ai proprietari di cani investiti

Gli incidenti stradali che coinvolgono gli animali domestici rappresentano una realtà ancora molto diffusa in Italia. Nella maggior parte dei casi si tratta di esemplari randagi o abbandonati, i quali possono apparire all’improvviso sulla careggiata stradale impedendo al conducente tempo sufficiente per evitare lo scontro. In altri, invece, il cane viene investito anche in presenza del proprietario, per le più svariate cause. Quando ciò si verifica, però, il proprietario stesso non ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, come di recente ha stabilito la Cassazione.

È quanto riferisce la stampa, nel riportare il caso di un proprietario che si era rivolto alla Corte per vedere riconosciuti i suoi danni esistenziali e morali, conseguenti al dolore causato dalla morte dell’animale d’affezione. Il cane è venuto a mancare a seguito di un incidente stradale.

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Con l’ordinanza numero 26770, la Corte di Cassazione ha stabilito inammissibilità del ricorso: i danni non patrimoniali non possono essere riconosciuti. Così come riferisce la stampa, i giudici hanno fatto riferimento alla sentenza 14846/2007, con un caso analogo con protagonista un cavallo da corsa purtroppo deceduto.

La sentenza in oggetto esclude ogni rilevanza del danno morale subito dal proprietario dell’animale, per conseguenze che hanno influito su esemplari di affezione, come appunto i cani. La legge attualmente vigente, infatti, specifica come la violazione dei diritti garantiti per Costituzione avvenga quando coinvolgono l’integrità della persona, non degli animali. Per questa ragione, non è possibile richiedere né all’automobilista coinvolto nell’incidente né alla sua compagnia assicurativa nessuna compensazione relativa a danni morali oppure esistenziali.

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Non si può escludere che le normative non vengano modificate in futuro, nel frattempo è bene sottolineare come gli incidenti stradali causati dalla presenza di animali, domestici o meno, rappresentino non solo un rischio per i quadrupedi, ma anche per gli stessi guidatori.

24 ottobre 2018
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I vostri commenti
gabry, mercoledì 24 ottobre 2018 alle17:23 ha scritto: rispondi »

L'insensibilità di certi soggetti non ha limite basterebbe pensare che quando ci muore un animale che vive con noi è un dolore incredibile

Aldo Barbaro, mercoledì 24 ottobre 2018 alle17:16 ha scritto: rispondi »

Viva l'insensibilità! A mio avviso gli animali di compagnia meritano più rispetto.La loro morte crea un grande vuoto nell'ambiente familiare in cui vivono. Aldo Barbaro

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