Il gruppo Volkswagen annuncia le prime misure volte ad arginare lo scandalo sulle emissioni truccate dei veicoli diesel. Il caso scoppiato negli Stati Uniti ha avuto ripercussioni in tutto il mondo dopo che la compagnia ha ammesso che le auto con il software truccato erano state commercializzate in diversi Paesi.

Il primo intervento della Volkswagen riguarda proprio il ritiro dei veicoli manomessi. In un comunicato stampa diffuso ieri il colosso tedesco ha annunciato che verranno richiamate 11 milioni di auto. La compagnia fa sapere che i proprietari verranno tenuti costantemente aggiornati sulle soluzioni tecniche adottate dalla Volkswagen e dagli altri brand coinvolti nello scandalo per eliminare i software civetta dai motori diesel.

In ogni nazione verrà creato un sito web dedicato all’aggiornamento dei veicoli per tenere informati i consumatori e rispondere a ogni perplessità e richiesta di chiarimenti. La compagnia presenterà alle autorità competenti di ogni Paese un piano dettagliato per rimettere in regola i veicoli manomessi. Il gruppo ci tiene a precisare che tutte le auto in circolazione sono sicure e possono essere utilizzate senza rischi per i passeggeri.

Il colosso tedesco chiarisce inoltre che i nuovi veicoli con motori euro 6 non sono coinvolti nello scandalo. Secondo i primi dati diffusi dalla compagnia automobilistica i veicoli Volkswagen che verranno richiamati sono 5 milioni, mentre le auto coinvolte complessivamente nello scandalo appartenenti a brand del gruppo che necessitano di misure correttive sono 11 milioni in tutto il mondo.

Per quanto riguarda i modelli Volkswagen coinvolti si parla della sesta generazione della Volkswagen Golf, della settima generazione della Volkswagen Passat e della prima generazione della Volkswagen Tiguan, veicoli equipaggiati con il motore diesel tipo EA 189.

I veicoli commerciali richiamati sono 1,8 milioni. Per quanto riguarda gli altri brand del gruppo, le Audi con il software ingannevole sono 2,1 milioni, mentre le Skoda irregolari ammontano a 1,2 milioni. I veicoli Seat coinvolti nel “dieselgate” sono 700 mila.

Secondo gli analisti l’intera operazione potrebbe costare al gruppo 20 miliardi di dollari. In attesa di chiarire la sua posizione il brand continua a perdere terreno sui mercati internazionali. Il titolo è uscito dall’indice eco-sostenibile di Wall Street. Bankitalia è preoccupata per gli effetti del dieselgate sulla ripresa economica italiana:

All’incertezza presente sui mercati globali si è aggiunta negli ultimi giorni quella connessa con le possibili ripercussioni, difficili da quantificare, del grave scandalo Volkswagen sul settore dell’auto e sulle aspettative degli investitori e dei consumatori.

Molti Paesi sono già corsi ai ripari avviando inchieste interne estese a tutti i produttori automobilistici per verificare il rispetto dei limiti sulle emissioni di gas serra. Dopo la Gran Bretagna, la Francia e la Corea del Sud anche il Giappone nelle scorse ore ha annunciato nuovi controlli.

30 settembre 2015
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