La Procura della Repubblica di Torino un’inchiesta sul caso Volkswagen. A scatenare il nuovo filone giudiziario lo scandalo legato alla scoperta, nelle auto prodotte dal gigante tedesco dell’auto, di un software che alterava i risultati dei test sulle emissioni di CO2 dei veicoli diesel.

Il fascicolo aperto a Torino è al momento risulta “a carico di ignoti”, ma che sembra indirizzato nello specifico al controllo delle vetture Volkswagen in circolazione all’interno del territorio italiano. Tra i reati ipotizzati anche quello di “frode in commercio”.

L’inchiesta è stata affidata al pm Raffaele Guariniello, che si avvarrà durante le indagini sul caso Volkswagen dell’operato dei Carabinieri. Secondo quanto riferito i controlli potrebbero però essere estesi a stretto giro anche ad altri marchi.

Nel frattempo si fa strada l’ipotesi di una “class action mondiale” a carico dell’azienda automobilistica tedesca. Il rischio per Volkswagen sarebbe piuttosto alto secondo l’avvocato statunitense Emily Maxwell, esperto nel settore dell’assistenza ai consumatori. Si parlerebbe di un rischio stimato nell’ordine dei 50 miliardi di dollari.

Questo mentre dall’Unione Europea arrivano rassicurazioni in merito ai test per le emissioni di CO2: gli attuali metodi aggirati dal software ingannevole utilizzato su alcuni modelli Volkswagen saranno sostituiti, al più tardi nel 2017, da nuove e più accurate procedure.

24 settembre 2015
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento