Lo scandalo sulle emissioni truccate dei veicoli diesel che ha coinvolto la Volkswagen negli Stati Uniti assume una portata sempre più ampia. Nelle scorse ore i timori del mercato europeo sono stati confermati dal ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt: anche i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 commercializzati nell’Unione Europea sono stati manipolati per superare i test sulle emissioni di gas serra.

Il caso Volkswagen sta causando ripercussioni negative sull’intero settore automotive europeo. Nelle scorse ore il portale specializzato Auto Bild ha insinuato sospetti sulla BMW, affermando che il motore diesel 2 litri del Suv BMW potrebbe essere stato manomesso.

Auto Bild sostiene che l’X3 xDrive 20d sfori le emissioni di gas serra consentite nell’Unione Europea di 11 volte. Un dato che sarebbe emerso da un test su strada effettuato dall’International Council on Clean Transportation, lo stesso organismo che ha scoperto il software civetta montato sui motori diesel delle auto Volkswagen vendute negli USA. La compagnia bavarese si è subito affrettata a smentire con fermezza le indiscrezioni trapelate, affermando di non sapere a quali test si riferisca Auto Bild:

Alla BMW non imbrogliamo e siamo ovviamente conformi alle esigenze legali in tutti i Paesi e passiamo tutti i test locali. I nostri veicoli effettuano lo stesso trattamento dei gas di scarico sia sui rulli (per esempio durante i test in laboratorio) sia su strada.

La BMW ha poi annunciato che contatterà l’ICCT per avere chiarimenti, dal momento che la BMW X5 e 13 altri veicoli BMW hanno superato i test. Malgrado le rassicurazioni ufficiali il titolo ha perso il 5,5% in Borsa. Secondo gli analisti c’è il rischio che il mercato faccia confusione tra le aziende che sforano i limiti sulle emissioni senza utilizzare software illegali e le compagnie che adottano sistemi fraudolenti per barare sui test.

Per rassicurare i consumatori il ministro dell’ambiente francese Ségolène Royale ha disposto dei test a campione sulle auto private. In Italia la procura di Torino ha aperto un’inchiesta coordinata dal pm Raffaele Guariniello. I NAS controlleranno il rispetto delle norme da parte dei veicoli di diversi marchi. I reati ipotizzati sono frode in commercio e disastro ambientale, ma al momento non ci sarebbero iscrizioni nel registro degli indagati.

L’ad di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio ha risposto nelle scorse alla richiesta di chiarimenti del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, spiegando che i nuovi motori Euro 6 sono in regola, mentre le altre motorizzazioni diesel in vendita in Italia potrebbero essere coinvolte nello scandalo, una circostanza che la compagnia sta già verificando.

In casa Volkswagen intanto prosegue l’ondata di dimissioni dei dirigenti. Dopo l’addio alla compagnia del CEO Martin Winterkorn, anche Wolfgang Hatz di Porsche e Ulrich Hackenberg di Audi potrebbero abbandonare a breve il consiglio di amministrazione del colosso automobilistico tedesco.

25 settembre 2015
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