Prendere due piccioni con una fava: è una filosofia spesso amica dell’ambiente, soprattutto quando si parla di utilizzo di risorse naturali. In questo caso si parla di acqua, una risorsa preziosa che diventa ancora più preziosa in quei Paesi dove si sente di più la sua scarsità. Ecco che il buon senso e la necessità ci hanno insegnato a raccogliere l’acqua piovana, per riutilizzarla. Succede anche in Arizona, dove le estati torride sono associate a problemi di siccità.

È qui che è nata un’idea innovativa in grado di unire rispetto per l’ambiente ed efficienza energetica. Randy Young, inventore di Tucson, ha dato vita a Walls 2.0, un tipo di parete in grado di raccogliere l’acqua piovana e allo stesso tempo, sfruttare la massa termica idrica come isolante per un edificio.

Le pareti sono costruite in cemento. Nella fase in cui il calcestruzzo è liquido, viene aggiunta una speciale membrana sintetica che in fase di polimerizzazione, crea dei cristalli all’interno dei pori del calcestruzzo, rendendolo denso e impermeabile e dandogli anche una durabilità elevata, pari a 3-4 volte quella dei materiali utilizzati per i normali serbatoi di stoccaggio, spesso in plastica (che durano una decina d’anni) o in acciaio (che arrugginiscono dopo un periodo che va dai 30 ai 50 anni).

È stato calcolato che, con una pioggia di circa 25 mm, su una copertura di 100 metri quadrati, si è in grado con queste speciali pareti di raccogliere circa 2300 litri di acqua utilizzabili per l’isolamento termico. L’acqua infatti ha una massa termica tripla rispetto a quelle dei materiali da costruzione classici e si sa che la gestione delle masse termiche negli edifici passivi è molto importante per permettere un raffrescamento d’estate e un riscaldamento d’inverno, con bassissimi consumi energetici.

Il progetto attualmente sta usufruendo di Kickstarter, una piattaforma per progetti creativi che permette di organizzare una raccolta fondi. Quei fondi permetteranno la sperimentazione da parte del Watershed Management Group, per passare dal modello a una soluzione concreta e far fruttare questa che è il caso di definire una vera “manna dal cielo”.

17 ottobre 2014
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I vostri commenti
Simone, sabato 18 ottobre 2014 alle11:38 ha scritto: rispondi »

Un ente tipo Kickstarter che opera in ambito di iniziative europee ? Grazie

luigi, sabato 18 ottobre 2014 alle2:51 ha scritto: rispondi »

e se invece si riciclasse l'acqua che buttiamo via con delle vasche di recupero dove viene purificata di nuovo l'acqua e riutilizzata senza staccare l'allaccio dell'acqua

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