Carta dalla pietra, ecco la Repap Ogami

Carta dalla pietra. Questo quanto realizzato dall’azienda italiana Ogami, che attraverso uno speciale metodo di lavorazione è riuscita a produrre quaderni partendo dal carbonato di calcio, un sottoprodotto del calcare. Una soluzione che assicurano permetterà di ridurre l’impatto ambientale derivato dalla produzione e il problema successivo del riciclo dei materiali. Due le linee proposte, una più semplice e una seconda destinata ai professionisti.

La realizzazione della Repap Ogami si basa innanzitutto sul riciclo degli scarti di lavorazione derivati dalla raccolta effettuata presso cave di pietra o rifiuti edili. Nessuno spreco di alberi e acqua, così come impiego di petrolio o agenti sbiancanti è richiesto (il materiale ottenuto è già di colore bianco). In più non contiene acidi o cloro.

A questo la Repap (semplicemente carta in inglese scritto al contrario) aggiunge una caratteristica potenzialmente molto interessante come l’impermeabilità. Può essere però anche pulita completamente ed essere pronta a un nuovo utilizzo.

Il suo lato “eco-friendly” esce fuori anche al momento in cui non dovesse più essere utile e si decidesse di buttarla. Nessuna necessità particolare per il riciclo secondo i produttori, che assicurano la sua totale degradabilità alla luce solare in un periodo compreso tra i 14 e i 18 mesi.

21 febbraio 2013
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I vostri commenti
eternature, mercoledì 27 febbraio 2013 alle14:10 ha scritto: rispondi »

Si ecco, un bell'esempio di ecologia, mentre le Alpi Apuane vengono distrutte allo scopo di estrarre il 20% di blocchi destinati ad opere d'arte o edifici lussuosi, mentre L'80% sono materiali di scarto VENDUTI alle multinazionali dei dentifrici, malte, e ora anche questa cosa qui.  Cos'è l'ecologia? (o forse "ecoillogia"?)

Silvano Ghezzo, giovedì 21 febbraio 2013 alle22:43 ha scritto: rispondi »

Se vera, la scoperta sarebbe veramente eccezionale ed importante, sarebbe inoltre interessante conoscerne anche i costi di produzione e vendita, fattori determinanti per una diffusa  commercializzazione.

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