Anche quest’anno Legambiente nella sua “Carovana delle Alpi” ha stilato una classifica degli amici e dei nemici della montagna. Assegnate 9 bandiere nere e 9 bandiere verdi, rispettivamente per gli esempi di mala gestione e di realtà virtuose. Serve puntare su green economy e politiche “fossil free” per portare avanti uno sviluppo sostenibile della montagna.

Le potenzialità della montagna sono infinite: paesaggi meravigliosi, culture antiche, beni storici e architettonici diffusi, ma anche competenze particolari possono alimentare un turismo basato sul rispetto del territorio e allo stesso tempo fondamentale come risorsa economica per i luoghi alpini.

C’è però uno spazio anche per sviluppare un tipo di impresa basata sulla promozione delle peculiarità territoriali, anche a livello gastronomico, o che fa capo alla tecnologia delle energie rinnovabili o ancora ad un tipo di economia circolare.

È su questo che bisogna puntare per recuperare questo prezioso patrimonio e allo stesso tempo rilanciarlo secondo nuove modalità. Lo spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Il dossier di Carovana delle Alpi 2015 mostra un panorama a luci ed ombre. Certamente continuare a investire in nuove colate di cemento e in altre grandi infrastrutture stradali per aumentare l’attrattività turistica corrisponde ad una ipotesi di sviluppo obsoleta, anzi decisamente sorpassata.

Non è sfregiando ulteriormente il territorio che potremo rispondere all’attuale crisi economica, ma bensì con una visione più ampia e lungimirante dello sviluppo imprenditoriale montano, con una strategia basata sulla valorizzazione della natura e sul protagonismo delle comunità locali, capaci di creare connessioni tra arte, cultura, tradizioni, ambiente e enogastronomia.

Ecco le bandiere verdi:

  1. Morgex in Valle D’Aosta – il Comune ha utilizzato i Fondi europei per portare avanti una politica basata su sostenibilità, valorizzazione dei beni culturali e dei saperi tradizionali.
  2. Associazione di promozione sociale “ColtiViViamo” di Roppolo, in Piemonte – ha attuato attività di recupero ambientale e utilità sociale nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni.
  3. Vicesindaco e Assessore alle risorse energetiche Angelo Tartaglia, Comune di Cantalupa (TO) in Piemonte – ha avviato un piano di azione per l’autosufficienza energetica e per la costruzione di una comunità energetica locale.
  4. Comitato Salvaguardia Monumenti Artistici e Ambientali (Co.S.M.A.) (CN), in Piemonte – ha valorizzato il patrimonio storico, sociale ed artistico del Mombracco con il restauro e il recupero dell’antica Certosa; ha promosso un turismo sostenibile e intelligente e ha saputo costruire reti come quella delle “Quattro Abbazie di Santa Maria” e collaborazioni con associazioni d’oltralpe.
  5. Polo culturale Mercatorum e Priula – “Vie di Migranti, Artisti, dei Tasso e di Arlecchino” in Lombardia – ha creato il percorso sovracomunale di tutela delle specificità territoriali con la capacità di proiettare queste peculiarità locali in un orizzonte europeo.
  6. Fondazione Stava 1985 Onlus in Trentino Alto-Adige – bandiera meritata per le attività realizzate in memoria della tragedia del 1985: un percorso nei luoghi simbolo realizzato in tre lingue e giornate di formazione su tutela ambientale e responsabilità civile e d’impresa.
  7. Amministrazione dei beni civici di Givigliana e Tors (UD) in Friuli Venezia Giulia – è intervenuta per salvare un piccolo paese della Val Degano minacciato dal fenomeno dello spopolamento.
  8. Progetto Mi.Co.Tra (Friuli Venezia Giulia) – per garantire i collegamenti ferroviari tra il Friuli e la Carinzia.
  9. Cooperativa Cramars e GAL Euroleader di Tolmezzo (UD) (Friuli Venezia Giulia) – con il progetto “Carnia Greeters” i volontari hanno promosso le bellezze e le tipicità della loro terra.

Altrettante sono però le bandiere nere, simbolo delle scelte scellerate che rischiano di compromettere l’inestimabile patrimonio montano alpino:

  1. Assessore al turismo e trasporti della Regione autonoma Valle D’Aosta, Aurelio Marguerettaz – ha puntato su un’offerta turistica massificata e insostenibile e ha privilegiato la mobilità basata sull’uso dell’auto privata.
  2. Comune di Argentera (CN), in Piemonte – con il progetto “Argentera: opportunità e fattori di sviluppo”, punta più che sullo sviluppo, sulla distruzione di valloni di grande pregio per realizzare 40 nuovi chilometri di piste e altre attività.
  3. Comuni di Bossico e Rovetta (BG) in Lombardia – hanno permesso il transito abusivo e invasivo dei mezzi motorizzati sui sentieri e le strade agro-silvo-pastorali e hanno autorizzato manifestazioni motoristiche impattanti su prati e boschi.
  4. Comune di Valvestino (BS) in Lombardia – si sta muovendo per la realizzazione del tunnel che dovrebbe unire il sud-ovest del Trentino Alto-Adige con la Valvestino, un’opera inutile che costerà circa 33 milioni di euro, ad altissimo impatto ambientale e priva di una seria analisi dei costi-benefici.
  5. Governatore Luca Zaia e Ministro Graziano Delrio in Veneto – hanno dato il via libera alla nuova autostrada Valdastico Nord (A31), insostenibile economicamente e gravemente impattante per le Alpi oltre che in totale contrasto con la Convenzione delle Alpi.
  6. Marco Lenna, sindaco del Comune di Forni di Sotto (UD) in Friuli Venezia Giulia – ha portato avanti una politica di cementificazione, con realizzazione di opere pubbliche inutili e di impatto ambientale pesante.
  7. Francesco Brollo, sindaco del Comune di Tolmezzo (UD) (Friuli Venezia Giulia) – ha creato le premesse per l’organizzazione di una gara di enduro in aree di rilevante interesse ambientale.
  8. Comunità Montana della Carnia (Friuli Venezia Giulia) – ha realizzato percorsi ciclabili in modo parziale e non adeguato.
  9. Infine a chiudere si ripete anche quest’anno la bandiera nera data al governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, al presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher e al presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, per il processo di scissione e declassamento del più grande Parco Nazionale delle Alpi, il Parco dello Stelvio.

Insomma si vedono realtà negative convivere con altre positive, nelle stesse Regioni e anche nelle stesse città. Serve fare una rete tra realtà virtuose, come spiega Vanda Bonardo, Responsabile Alpi di Legambiente:

Le aree montane possono rappresentare realtà moderne e competitive superando debolezze e fragilità e unendosi in progetti innovativi capaci di raccogliere le sfide economiche e ambientali della contemporaneità, muovendosi anche nella prospettiva della green society e di un’economia fossil free.

6 agosto 2015
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I vostri commenti
Paolo Errera, lunedì 10 agosto 2015 alle16:17 ha scritto: rispondi »

Ma le montagne sono solo al nord Italia? E il sud che fa?.- L'autostrada Valdastico nord era già stata programmata quando hanno fatto il tratto iniziale da Vicenza a Piovene Rocchette.-Sono già passati circa 30 anni !!!! Penso sia ora di finirla con gli impatti ambientali altrimenti il progresso si sarebbe fermato agli uomini delle caverne.- Pensiamo invece alle grandi navi che passano davanti a San Marco a Venezia come elefanti in una cristalleria.-!!!

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