Carne: pesanti accuse sugli allevamenti USA

Sta generando accese polemiche a livello internazionale un’indagine pubblicata dal Guardian, relativa alle condizioni degli allevamenti e della conservazione della carne negli Stati Uniti. Un’inchiesta nata a seguito dell’accordo stretto tra il governo britannico e le autorità a stelle e strisce per l’importazione di carne nel Regno Unito, nel periodo successivo alla Brexit. Secondo la testata inglese, non solo le carni statunitensi non garantirebbero gli stessi standard qualitativi dati dalle normative europee, ma vi sarebbero degli incidenti “preoccupanti” avvenuti all’interno degli impianti di produzione.

L’inchiesta in questione si concentra soprattutto sulle condizioni igieniche della conservazione della carne, nonché sulla salubrità della stessa. L’indagine, condotta con l’aiuto del Bureau of Investigative Journalism (TBIJ), ha infatti evidenziato degli elementi “scioccanti” in merito all’igiene dei macelli USA, un fatto che troverebbe conferma nella più alta diffusione di patologie derivate dall’alimentazione nella popolazione americana – un cittadino su sette – rispetto a quella del Vecchio Continente.

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Nel dettaglio, le autorità statunitensi avrebbero raccolto in un registro privato dei frequenti incidenti negli stabilimenti, tra cui carne contaminata di pollo conservata in contenitori per alimenti commestibili, carcasse di maiale accumulate in modo non igienico sul pavimento di un macello, carne ricoperta da residui fecali e pus, polli ricolmi di feci e inseriti nella catena di produzione dopo un lavaggio con cloro e molto altro ancora. Tra gli elementi di maggiore preoccupazione, l’uso di sostanze chimiche non ammesse in Europa per il trattamento dei cibi, la contaminazione dei prodotti alimentari con agenti patogeni come la salmonella e fonti d’acqua non sicure, con infiltrazioni dagli scarichi fognari.

Simili problematiche non riguarderebbero unicamente la fase di preparazione delle carni prima della commercializzazione finale, ma la produzione sin dalle sue origini. Gli allevamenti sarebbero perlopiù intensivi, con animali stretti in piccole gabbie e in condizioni igieniche non idonee, tanto che alcune patologie si diffonderebbero velocemente fra tutti gli esemplari. Non è però tutto, poiché sarebbero anche note problematiche sul fronte degli scarichi, tanto che in alcuni allevamenti gli animali sarebbero costretti a vivere a diretto contatto con uno strato di detriti e scarti biologici.

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Kerry McCarthy, ex Ministro dell’Ambiente per il governo britannico, ha richiesto esplicitamente rassicurazioni all’UK Food Standards Agency (FSA) a seguito della pubblicazione dell’inchiesta, sottolineando come l’accordo con gli USA debba essere rivisto finché le condizioni di sicurezza alimentari non verranno garantite:

Dobbiamo insistere affinché gli Stati Uniti innalzino i loro standard, garantendo la sicurezza alimentare, prima che l’import dagli USA venga permesso.

Oltreoceano, nel frattempo, le autorità avrebbero sottolineato come le criticità rilevate negli allevamenti oggetto d’inchiesta siano già state risolte.

23 febbraio 2018
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