La Thailandia sta lentamente prendendo coscienza del ruolo dei cani come animali domestici, anziché come carne da macello. Per questo le realtà locali o le città dove il commercio è ancora serrato stridono con le richieste di attivisti, animalisti e comuni cittadini. Ad esempio Baan Klang, dove la macellazione e la cottura dei quadrupedi è ancora un’usanza radicatissima. Lo stesso governo militare, che ha preso il potere al governo eletto regolarmente in maggio, sta valutando l’ipotesi di un disegno di legge che vieti il commercio di carne di cane.

Gli attivisti e gli animalisti, a favore del divieto, pensano che questa sia una mossa del governo militare per migliorare la sua immagine dal punto di vista internazionale. Al contempo, da due anni avanzano forti pressioni nei confronti della polizia nazionale, perché controlli e blocchi il traffico di carne. Quindi metta un freno a questa pratica arrestando chi è coinvolto nel business senza le dovute licenze. I controlli avvengono spesso in incognito: da ciò è emerso un mercato sotterraneo all’interno delle foreste, dove i cani vengono trasportati tramite camion e macellati illegalmente in piena notte.

La cultura della carne di cane è tradizionalmente antica e molto diffusa in Thailandia, in particolare nel nord-est e nelle realtà rurali molto piccole. Negli ultimi 20 anni ha visto una crescita della diffusione e della vendita, con esportazioni verso Laos e Vietnam dove anche la pelle viene commercializzata.

Nonostante la percentuale di cittadini contrari alla pratica sia altissima, sono ancora molti gli amanti della carne di cane. Ognuno di loro confessa di cibarsi solo di “cani crudeli”, che hanno ucciso animali da allevamento o hanno aggredito persone. Un mantra che ripetono in tanti, come il contadino 45 enne Praprut Thanthongdee, abituato a questa pietanza sin da piccolo. Sua moglie, Jantima Thanthongdee, è stata arrestata e multata per aver avviato una piccola attività legata proprio alla vendita della carne di cane.

Alcuni contadini invece collaborano con le forze dell’ordine passando loro le informazioni riguardanti trasporto e commercializzazione. La realtà molto radicata è anche la conseguenza di una tradizione lontana, ma principalmente di un numero eccessivo di randagi spesso abbandonati presso i templi buddisti. L’associazione Soi Dog, in tandem con Watchdog Thailand, contrastano la problematica sterilizzando i cani, vaccinandoli e curandoli. Per sensibilizzare la popolazione sulla problematica hanno coinvolto anche Ricky Gervais e Judi Dench, autori di un video di condanna contro la mattanza silenziosa.

5 novembre 2014
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I vostri commenti
giorgio, venerdì 27 novembre 2015 alle1:15 ha scritto: rispondi »

BASTA!

Gemma rubino , venerdì 7 novembre 2014 alle10:10 ha scritto: rispondi »

Per favore Thailandia insieme cinesi per favore basta Buddha non carne !amore i cane idee dolce !!!:-(

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