Sembra essere ripartito senza grande intoppi il tradizionale Festival della carne di cane di Yulin, in Cina, nonostante le voci di un possibile divieto apparse sulla stampa internazionale qualche settimana fa. È quanto riporta BBC, sulla base di alcune fonti raccolte sul posto: le autorità non avrebbero comunicato nessuna precisa indicazione e i macelli, di conseguenza, sarebbero già in piena attività.

Non è però tutto: la stampa britannica ha confermato come, a partire dallo scorso venerdì, la carne di cane sia apparsa regolarmente in vendita in tutta la provincia dello Guangxi, con la moltiplicazione di carcasse appese fra i venditori ambulanti della zona. Tutto starebbe procedendo come al solito, perciò, nonostante le polemiche che la celebrazione da anni suscita a livello mondiale.

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Una giovane attivista ha spiegato come i luoghi solitamente deputati al Festival siano oggi presidiati da un grande spiegamento di forze di polizia e, ancora, come la stessa sia stata bloccata nel tentativo di raggiungere il mercato di Dashichang. Secondo le indiscrezioni emerse, nel mercato vi sarebbero cani vivi stipati in gabbie, pronti per la vendita, e si starebbe cercando di evitare l’ingresso ai turisti per limitare fughe di notizie e immagini.

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Il Festival di Yulin viene ripetuto ogni anno in occasione delle celebrazioni per l’inizio dell’estate e, secondo tradizione, è la carne di cane a essere protagonista della festa locale. Negli anni, diverse associazioni e numerosissime celebrità hanno protestato apertamente contro l’usanza, poiché non solo i quadrupedi pare vengano detenuti in condizioni di forte disagio, ma verrebbero anche uccisi in mattatoi improvvisati, spesso brutalmente a margine delle strade, senza le più basilari norme igieniche. Contestualmente al Festival, si registra ogni anno una crescita delle sparizioni di animali, siano essi randagi o di società. Le stime parlano di circa 10.000 cani uccisi ogni anno, anche se per l’edizione 2017 si era inizialmente sperato in un calo: le autorità locali, infatti, avevano comunicato la possibilità di un divieto o, ancora, di norme molto rigide per la soppressione degli esemplari.

21 giugno 2017
Fonte:
BBC
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