Sono iniziate alla fine di febbraio le pratiche di smantellamento e chiusura di Moran: il più grande mercato dedicato alla produzione di carne di cane, situato a Seongnam, nella Corea del Sud. L’occasione è quella dell’avvento delle Olimpiadi Invernali del 2018, che ha spinto la nazione a limitare questa tipologia di commercio di carne, consumata da una piccola parte della popolazione ma ancora molto richiesta. La chiusura del mercato Moran serve a scongiurare critiche e polemiche dal punto di vista internazionale, a fronte del grande interesse sollevato da associazioni e gruppi animalisti. Questi da tempo mettono in evidenza una pratica ancora tristemente, legata a una tradizione passata ma purtroppo molto diffusa.

Inoltre, il mercato in questione è da tempo sotto le luci dei riflettori per le tecniche con cui vengono trattati i cani, prima della morte finale. All’interno della struttura vengono uccisi e poi venduti circa 80.000 quadrupedi, ovvero un terzo del prodotto consumato annualmente solo in Corea del Sud. Ma commercializzato anche fuori dai confini nazionali, con grande richiesta da parte di molti paesi asiatici. I cani che transitano all’interno dello stabile vengono trattenuti in modo aberrante, spesso ammassati in gabbie di ferro anguste e arrugginite, percossi, picchiati brutalmente quindi uccisi senza pietà con metodologie cruente, che producono molta sofferenza. Tra queste spicca la folgorazione, oltre all’assenza di controlli igienici inerenti la macellazione.

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La vendita della carne di cane è da tempo al centro di una battaglia feroce tra animalisti e produttori, facilitata da un’assenza di regolamentazione e di leggi specifiche. Nonostante i funzionari di Seongnam abbiano promesso di sostenere i commercianti dal punto di vista economico, favorendo l’apertura di esercizi alternativi, questo smantellamento ha fomentato tensioni e rifiuti da parte dei produttori. Al contempo gli attivisti hanno lanciato nuove campagne internazionali di sensibilizzazione sull’argomento, invitando l’opinione pubblica mondiale a boicottare i prossimi eventi sportivi.

1 marzo 2017
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