Si terrà come ogni anno in corrispondenza del solstizio estivo del calendario lunare, scatenando il malcontento tra animalisti e possessori di cani. Parliamo del festival cinese dedicato alla carne di cane, l’occasione annuale per gustare quella che è considerata una vera prelibatezza. La città di Yulin, nella provincia del Guangxi, il 21 giugno ospiterà l’evento tanto discusso e osteggiato. Eppure la carne del quadrupede di compagnia viene tranquillamente servita sulle tavole cinesi sin dai tempi antichi, esattamente dal lontano 550 dC, e ha conservato la sua nomea di cibo raffinato ed elitario.

Non sono servite campagne di sensibilizzazione, oppure proteste informative, neppure il boicottaggio degli attivisti e un rinnovato senso di rispetto nei confronti dei cani. In alcune zone della Cina la carne di Fido è considerata una tradizione giusta da tramandare, quindi il festival un patrimonio culturale da difendere. Le carni dell’animale vengono servite in piatti complicati e particolari, stufate in compagnia di litchi oppure proposte in spezzatino. La tradizione impone anche la presenza di un forte liquore per celebrare la festa.

Alcuni attivisti per i diritti degli animali, in compagnia di molti avvocati locali, stanno cercando di forzare il blocco dell’usanza puntando il dito sull’illegalità del gesto. Molti cani acquistati per la cottura provengono dalla strada, oppure da allevamenti orientati alla vendita e macellazione delle carni. Non solo, un gran numero proviene dalla case private: gli animali vengono rubati quindi venduti al mercato nero. Come sostiene l’avvocato Li Weimin, i ladri minacciano i possessori di cani, pur di accaparrarsi la preda e rivenderla. Nonostante esista un regolamento che imponga la quarantena per cani e gatti, in pochi seguono i dettami della legge.

Non esiste certificazione e neppure sicurezza della salute delle carni, molti medici infatti sconsigliano di acquistare cibi di questo tipo. La mancanza di documentazione espone i cittadini a malattie e infezioni. I ristoranti locali, per ovviare alla problematica, hanno deciso di mascherare la parola cane dal menù così da placare gli animi degli attivisti. Ma consapevoli delle cifre dell’anno precedente, 10.000 cani uccisi solo nel 2013, gli oppositori da maggio hanno impostato una campagna contro il festival. Molte le star nazionali coinvolte, tanti i messaggi che hanno attraversato i social network. Il governo di Yulin ha deciso di prendere le distanze dall’evento, rigettando la responsabilità dell’istituzione della kermesse culinaria. E mentre in Rete lo scambio tra sostenitori e detrattori è molto forte, i preparativi non si fermano in attesa del 21 giugno che coinciderà con una vera e propria mattanza di cani.

18 giugno 2014
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I vostri commenti
Valentina, giovedì 19 giugno 2014 alle22:38 ha scritto: rispondi »

Dio mio e ' possibile che dietro a mattanze del genere ci sia sempre dietro la Cina ? Ma porca miseria non si può eliminare quel popolo?scusate ma fanno x caso qualcosa di utile ?io sento solo parlare di atrocità nei confronti di animali , con barbarie impensabili

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