Carne di Cane: appello per le Olimpiadi in Corea

Manca poco all’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di PyeongChang, in Corea del Sud, un appuntamento sportivo che dal 9 al 25 febbraio richiamerà appassionati da tutto il mondo. E proprio in occasione di una kermesse dalla rilevanza internazionale, le associazione dedite alla tutela degli animali si stanno muovendo affinché vengano riconosciuti i diritti degli amici a quattro zampe, in un Paese dove il consumo di carne di cane, e in misura minore anche di gatto, è ancor abbastanza diffuso. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha quindi deciso di inoltrare un appello al CONI e agli atleti italiani, affinché assumano una posizione netta di condanna per questa pratica.

Sebbene negli ultimi anni si assista a un miglioramento nei Paesi asiatici sul fronte della tutela degli animali domestici, il consumo di carne di cane è ancora diffuso in luoghi come la Cina e la Corea del Sud. Gli esemplari vengono di sovente allevati in batteria, chiusi in piccolissime gabbie e privati di ogni forma di tutela, nonché soppressi con dei metodi del tutto atroci. Il tutto per rispondere alla domanda di carne sul mercato, sia da parte dei consumatori che da numerosi ristoranti.

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Data una situazione così drammatica per il benessere di questi esemplari, la Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha chiesto al CONI e agli atleti italiani di manifestare la loro opposizione, approfittando proprio di un palcoscenico tanto rilevante quanto quello delle Olimpiadi Invernali. Concentrando le forze, anche in concerto con altre nazioni, si potrà infatti richiedere alla Corea del Sud di abbandonare la crudele tradizione, vietando definitivamente la vendita di carne di cane o di gatto. Così si legge nella missiva, pubblicata sul sito ufficiale della stessa LNDC:

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In Corea del Sud si vendono al mercato cani e gatti vivi per poi essere mangiati. È una pratica che noi condanniamo, non degna di un paese civilizzato. Gli animali, tra l’altro, vengono uccisi in maniera lenta e dolorosa perché questo renderebbe la loro carne più buona. Oltre a questo metodo brutale di uccisione, i cani e i gatti vengono “allevati” in piccole gabbie, spesso sovraffollate, senza alcuna possibilità di movimento e senza alcuna preoccupazione per il loro benessere. Non è solo la nostra sensibilità a dire che si tratta di un massacro aberrante. Nulla più di una Olimpiade può essere occasione per fare appello alla compassione, al rispetto della vita, e per sostenere la Corea del Sud a emanciparsi sul fronte del benessere animale. Chiediamo quindi che il CONI e gli atleti facciano sentire la loro voce e condannino con fermezza questa barbara usanza, facendosi portabandiera anche della nostra indignazione per questa pratica disumana e chiedendo la messa al bando totale del consumo di carne di cane e di gatto.

30 gennaio 2018
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