Carlo Giovanardi, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Berlusconi, lancia un appello affinché i test sugli animali non vengano vietati in Italia. E, per farlo, in Senato ricorre a toni quasi catastrofici.

È in discussione in questi giorni al Senato la proposta di stop alla sperimentazione animale in Italia, intervento richiesto a gran voce dall’opinione pubblica a seguito degli scandali di Green Hill. E lo scontro vede la contrapposizione anche all’interno dello stesso schieramento politico di Giovanardi, con l’ex sottosegretario a favore dei test e Michela Vittoria Brambilla, come ben noto, invece pronta alla salvaguardia completa degli animali.

Nelle parole di Giovanardi un appello accorato affinché gli italiani possano ancora godere della sperimentazione, con il ricorso a un linguaggio importante. Il politico infatti così si è pronunciato:

«Non bisogna subire una deriva ideologica che avrebbe come conseguenza un’ipocrita decisione di vietare l’allevamento di animali destinati alla sperimentazione del nostro Paese, mentre non è possibile mettere in commercio né in Italia né in nessuna altra parte del mondo, un farmaco se non testato su due animali fra cui almeno un primate. […] La catastrofica conseguenza di questa decisione sarebbe una massiccia importazione dall’estero di animali senza possibilità di controllo del rispetto della direttiva o il crollo della ricerca scientifica in Italia, a favore di Paesi nei quali dovrebbero inevitabilmente trasferirsi i nostri ricercatori. […] Non c’è dubbio che allo stato degli atti l’unica vera alternativa alla sperimentazione sugli animali è la immorale e ripugnante idea che come cavie nella stessa possano essere usati direttamente gli esseri umani».

Non è la prima volta che Giovanardi si schiera in modo perentorio a favore dei test sugli animali per scopo medico e cosmetico, sollevando proteste nel mondo animalista. A inizio giugno, ad esempio, il politico è stato querelato dalla Federazione Italiana Diritti degli Animali e Ambiente, che riunisce ENPA, LAV, Leidaa, Lega nazionale per la difesa del Cane e OIPA, per aver accusato le associazioni di agire a scopo di lucro sulla base di sovvenzioni ministeriali. Lo scorso febbraio, invece, l’esponente del PDL si è scagliato contro vegetariani e vegani, colpevoli – a suo dire – di minare al Made in Italy con la loro opposizione all’industria della carne e delle pellicce.

6 luglio 2012
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