Ricaricare il cellulare utilizzando un po’ d’acqua e delle semplici cartucce contenenti calcio. Presto potrebbe essere possibile, grazie alla sperimentazione sul caricabatterie a idrogeno avviata dalla Kyoto University in collaborazione con due aziende giapponesi, la Rohm e la Aqua Fairy.

I ricercatori hanno già messo a punto un prototipo di caricabatterie per telefonini a celle combustibili, che funziona grazie al processo dell’idrosintesi. In questo modo, il dispositivo riesce a produrre fino a 4,5 litri di idrogeno gassoso, impiegando una cartuccia contenente idruro di calcio del peso di appena 3 grammi.

A contatto con l’acqua, il calcio permette il rilascio il combustibile, che attraverso una cella a membrana a scambio protonico viene utilizzato per produrre 5 Wh di energia elettrica. In questo modo, uno smartphone può essere ricaricato in circa due ore. Spiegano i ricercatori:

Una singola cartuccia è sufficiente per ricaricare una volta un iPhone, ma lo stesso sistema potrebbe essere usato per altre situazioni. Per esempio, se si vuole mettere un sismografo nel cratere di un vulcano, normalmente occorrerebbe munirsi di batterie per auto del peso di 15-20 kg per alimentare il dispositivo. Con questa nuova tecnologia basterebbe una cella a combustibile di 3 o 4 kg, in grado assicurare un’autonomia di sei mesi.

L’innovativo caricabatterie, assicurano i suoi ideatori, non rilascia alcuna sostanza inquinante come anidride carbonica o Composti Organici Volatili, oltre ad essere piccolo e molto leggero. Le cartucce contenenti calcio non sono altro che delle lamine sottilissime, che possono essere confezionate in modo da essere facilmente trasportate e conservarsi per circa 20 anni prima di essere usate. Per ora si tratta solo di una prova sperimentale, ma i ricercatori contano di portare il loro prodotto sul mercato già nel 2013.

25 settembre 2012
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