La carenza di vitamina D può aumentare il rischio di sclerosi multipla. Secondo quanto affermato dai ricercatori della McGill University gli individui che presentano in maniera sistematica dei deficit relativi a questa sostanza risultano più esposti a sviluppare la patologia.

Analizzando i profili di migliaia di persone di origine europea i ricercatori hanno registrato una stretta associazione tra carenza di vitamina D e possibilità di ammalarsi di sclerosi multipla. Un rapporto espresso anche dalla maggiore incidenza di tale patologia nei Paesi a minore esposizione solare.

Stando a quanto pubblicato dai ricercatori su PLOS Medicine a incidere sarebbe nello specifico la propensione genetica dei soggetti analizzati a presentare bassi livelli di vitamina D.

Le analisi sono state condotte individuando i valori nel sangue di un marcatore della sostanza: al corrispondere di un basso valore di questo indicatore è corrisposta una ridotta presenza vitaminica e una più elevata incidenza di sclerosi rispetto a coloro che non presentavano questa particolarità genetica.

La presenza nell’organismo di vitamina D è inoltre importante anche nella prevenzione di altre gravi malattie come ictus, Alzheimer, osteoporosi, tumore al colon e infarto. La sua scarsità è invece associata al rischio diabete in misura persino maggiore di quella riconosciuta all’obesità.

Ovviare a questo deficit è possibile attraverso l’esposizione solare e grazie ad alcuni alimenti che ne sono ricchi, tra cui spiccano l’olio di fegato di merluzzo, i pesci come salmone, sgombro e sardine, le uova e le verdure a foglia verde.

27 agosto 2015
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