Carenza di sonno aumenta il rischio di Alzheimer, studio spiega perché

Anche una sola notte insonne può aumentare in maniera sensibile il rischio di Alzheimer. A lanciare l’allarme è il National Institutes of Health (NIH), il cui studio sul rapporto tra il riposo notturno e la malattia neurodegenerativa è stato condotto nello specifico dal National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA, istituto che fa capo al NIH).

Nello specifico i ricercatori hanno indagato il rapporto tra carenza di sonno e formazione delle placche amiloidi associate all’Alzheimer. Precedenti studi sui roditori hanno confermato il collegamento tra privazione del riposo e innalzamento dei livelli di beta-amiloide, uno scarto metabolico presente nel fluido cerebrale che aggregandosi porta alla formazione delle placche e al deterioramento della comunicazione tra i neuroni.

=> Scopri perché il caffè può aggravare i sintomi dell’Alzheimer

Un effetto che si replicherebbe anche nell’uomo secondo la dott. Ehsan Shokri-Kojori e la dott.ssa Nora D. Volkow del NIAAA Laboratory of Neuroimaging, quest’ultima anche direttrice del National Institute on Drug Abuse presso il NIH, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Durante lo studio i ricercatori del NIAAA hanno scansionato, tramite tomografia a emissione di positroni, i cervelli di 20 soggetti sani di età compresa tra i 22 e i 72 anni dopo una notte di completo riposo e dopo una di privazione del sonno (veglia di circa 31 ore). Il livello di beta-amiloide incrementerebbe del 5% dopo appena una notte insonne nelle regioni del talamo e dell’ippocampo, tra le più vulnerabili nei primi stadi dell’Alzheimer.

=> Leggi di più sui benefici dell’esercizio fisico nel prevenire l’Alzheimer

Secondo i ricercatori coloro che hanno presentato gli incrementi maggiori di beta-amiloide avrebbero evidenziato anche un umore peggiore in seguito alla privazione del sonno. Inoltre, spiegano gli esperti, l’effetto sarebbe bidirezionale (maggiori livelli di beta-amiloide influirebbero negativamente sul riposo). Come ha sottolineato in chiusura il dott. Shokri-Kojori:

Anche se il nostro esempio è piccolo, questo studio dimostra l’effetto negativo di privazione del sonno sul carico di beta-amiloide nel cervello umano. Ulteriori studi sono necessari per stabilirne la generalizzazione a una più ampia e diversificata popolazione.

16 aprile 2018
Lascia un commento