Il cardo è usato sin da tempi antichissimi per l’alimentazione umana, eppure per molto tempo il suo impiego è stato ben ridotto, a favore di altri ortaggi. Negli ultimi anni, tuttavia, ne è stato riscoperto il gusto importante e le proprietà sazianti, trasformandolo in un ottimo ingrediente per la cucina dell’inverno e dell’autunno. Ma come coltivarlo, in vaso oppure in orto?

Pur adattandosi facilmente ai vari climi dell’area del Mediterraneo, il cardo necessita alcune specifiche cure, tra cui un apporto frequente d’acqua poiché teme la siccità. Prima di procedere con la semina, di conseguenza, può essere utile chiedere informazioni al proprio fornitore di semenze o al negozio di botanica di fiducia, così da vagliare la compatibilità con le condizioni atmosferiche del proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare il cardo

Il Carduus è un genere di piante erbacee appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Originario dell’area del Mediterraneo, nei secoli ha trovato un’ottima diffusione anche in Asia e nelle Americhe. Disponibile in diverse varietà, in realtà nel linguaggio comune con il termine cardo si è soliti indicare il Cynara cardunculus altilis, sempre della famiglia delle Asteraceae, una robusta pianta chiamata anche carciofo selvatico. Si tratta di una specie solida, dal fusto eretto e duro, con foglie frastagliate e un’inflorescenza globulare spinosa, da cui sorge un fiore violaceo tipico proprio delle Asteraceae. A differenza del carciofo, del cardo si consumano le coste, anche sottoposte a pratiche come l’imbiancatura, per renderle più tenere e meno amare.

Il clima preferito è quello mediterraneo, di media temperatura, sebbene la pianta riesca ad adattarsi facilmente anche a temperature più basse. Per questo motivo è considerato un ortaggio invernale, poiché la coltivazione regge senza troppi intoppi anche durante l’autunno inoltrato e nei primi mesi dell’inverno. L’esposizione è di solito solare, ma spesso si sceglie l’ombra o la mezz’ombra, qualora si volessero ottenere delle coste particolarmente tenere. Alcune pratiche, inoltre, prevedono anche un interramento delle sue parti. Non disdegna, infine, i climi mediamente piovosi, poiché la pianta soffre la siccità.

Il terreno ideale è quello a medio impasto, ben drenante e molto fertile: è necessario, perciò, provvedere a una fertilizzazione con compost, letame o altri concimi organici prima della semina. Il ciclo di coltivazione, inoltre, è di solito annuale: la pianta viene infatti estirpata, per evitare fiorisca, diventando così troppo robusta per l’alimentazione.

L’apporto d’acqua, così come già specificato, è mediamente importante: non sopportando la siccità dovrà essere annaffiato frequentemente, prendendo come riferimento l’aridità del terreno. Naturalmente, il procedimento varia anche a seconda della stagione e del luogo di coltivazione: durante primavere e autunni piovosi, i fenomeni atmosferici saranno del tutto sufficienti.

Coltivazione in vaso e in orto

Il cardo può essere efficacemente coltivato sia in orto che in vaso, anche se questa seconda possibilità è più scelta a scopo ornamentale che alimentare, poiché la pianta ha bisogno di ampi spazi per produrre un raccolto sufficiente al consumo.

In ogni caso, la predisposizione sia del contenitore che della dimora in giardino è molto importante. Si predisponga sul fondo del vaso un letto di ghiaia e cocci per facilitare il deflusso dell’acqua, quindi si scelga un terriccio di medio impasto, drenato, fertilizzato con compost, letame o altro concime organico. In orto, è consigliata una zappatura preliminare per garantire una diffusione uniforme delle proprietà nutritive.

La semina può avvenire in quasi tutti i mesi dell’anno, sebbene si scelga di solito la tarda primavera, per favorire un raccolto autunnale. Questa avverrà direttamente in dimora, sebbene sia possibile procedere anche in semenzaio, predisponendo delle buche profonde circa tre centimetri, dove si inseriranno due o tre semi alla volta. La distanza consigliata fra le buche è di 70-80 centimetri, poiché il cardo necessita di spazi generosi per crescere. Una volta spuntati i primi esemplari, si passerà quindi al diradamento. In caso di necessità di trapianto, l’operazione si effettuerà a circa 50 giorni dalla semina, quando le piante avranno già raggiunto un’altezza di 15-20 centimetri. Quando il cardo sarà finalmente in dimora definitiva, utile sarà predisporre pali e tutori per favorirne una crescita ordinata, ma anche procedere con l’imbiancamento, così come già citato in apertura. Questo procedimento permette di ottenere delle coste più tenere e meno amare grazie alla ridotta esposizione alla luce: prevede il raccoglimento delle coste in fasci, avvolgendole con del cartone o della coperture anche in plastica scura, legando il tutto con dello spago e rincalzando il terreno alla base della pianta. Dopo circa 4-6 settimane dall’avvio dell’imbiancamento, si può partire con la raccolta, con la rimozione dell’intera pianta dal terreno.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, oltre all’imbiancamento, si consiglia la rimozione delle erbacce e di altre piante infestanti, ma anche il controllo e l’eliminazione di parassiti e insetti, quali gli afidi.

17 ottobre 2015
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