La cardioaspirina è un farmaco anticoagulante il cui principio attivo è l’acido acetilsalicilico. La sua formulazione ricorda da vicino quella della più conosciuta aspirina, salvo mostrare la principale differenza nella concentrazione del suo elemento portante.

La formulazione della cardioaspirina prevede che l’acido acetilsalicilico sia presente per 100 mg anziché raggiungere i 500 milligrammi contenuti nella classica aspirina. La sua assunzione non deve tuttavia essere presa alla leggera, in quanto possibile fonte di effetti collaterali per i soggetti sensibili (come ad esempio chi è intollerante al principio attivo).

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Le avvertenze raccomandano inoltre di evitarne o comunque valutarne con attenzione l’utilizzo in caso di precedenti episodi di disturbi gastrici o di deficienze per quanto riguarda la coagulazione. È consigliata la sua assunzione a stomaco pieno e in ogni caso soltanto dopo esplicita prescrizione del proprio medico curante.

Dosaggio

L’utilizzo della cardioaspirina non deve esere preso alla leggera e deve passare necessariamente per un’apposita prescrizione medica. Il dosaggio solitamente raccomandato è quello di una compressa da 100 mg al giorno.

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Ogni eventuale variazione rispetto al dosaggio consigliato deve essere indicata dal proprio medico curante, che effettuerà i necessari aggiustamenti terapeutici in funzione del quadro clinico specifico. Si ricorda a questo proposito che la cardioaspirina viene considerata un farmaco salvavita che agisce sulla coagulazione del sangue, un suo utilizzo improprio può di conseguenza avere effetti collaterali importanti.

Indicazioni

Le indicazioni terapeutiche relative alla cardioaspirina interessano in maniera diretta la sua azione anticoagulante, garantita dalla presenza del principio attivo acido acetilsalicilico. L’utilizzo principale è quello di contrastare la formazione di coaguli o “trombi” nel flusso sanguigno.

Può essere prescitta anche in caso vi sia la necessità di minimizzare conseguenze negative a livello cardiovascolare in pazienti particolarmente esposti. Eventualità che può interessare anche i soggetti sottoposti a dialisi (a rischio trombosi durante la circolazione sanguigna extracorporea) e i pazienti affetti da malattia ateromasica conclamata.

Azione anticoagulante che viene consigliata anche qualora il paziente presenti una storia clinica dove figurano angina pectoris o angina pectoris cronica, ictus cerebrale o infarto miocardico. Un ultimo ambito di applicazione interessa il ripristino dell’afflusso sanguigno al cuore, sia per via chirurgica (mediante by-pass aorto-coronarici) che non chirurgica (angioplastica coronarica percutanea transluminale).

1 dicembre 2016
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