Il carciofo, ovvero la Cynara scolymus, è una pianta della famiglia delle Asteraceae come la lattuga, il radicchio, la cicoria indivia, il cardo, il topinambur e il tarassaco.

Si tratta di un vegetale che viene coltivato ormai da secoli, in Italia e in molti altri Paesi, sia a scopo alimentare che a quello fitoterapico: è una delle verdure più antiche della coltivazione mediterranea e, infatti, già nel IV sec. a.C lo storico greco Teofrasto ne citava le proprietà nella sua “Storia delle piante”.

Il carciofo è una pianta erbacea, che nel momento di massima maturazione può raggiungere l’altezza di un metro e mezzo circa: la parte edibile della pianta sono le brattee e il ricettacolo carnoso dell’infiorescenza.

Oggi i Paesi in cui la coltivazione della Cynara scolymus è più diffusa sono l’Italia, la Spagna e la Francia. Secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, più del 60% della produzione di questo ortaggio avviene nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Nell’ultimo periodo, tuttavia, è molto cresciuta anche la produzione californiana di questo ortaggio.

Varietà

I carciofi coltivati in Italia sono di diverse varietà e sui banchi dei nostri mercati e supermercati se ne riconoscono solo alcune: molte specialità regionali restano ancora commercializzate solo nei dintorni dell’area di produzione.

Molto apprezzata è la varietà sarda, coltivata nella provincia di Cagliari e nel Sulcis: l’elevato contenuto di cinarina di questi carciofi li rende piuttosto amari. La stessa considerazione vale anche per i carciofi livornesi e della provincia di Grosseto.

I carciofi romaneschi, coltivati nelle provincie di Viterbo, Roma e Latina sono tra i più noti e apprezzati: più di 10 anni fa hanno ricevuto il riconoscimento IGP, indicazione geografica protetta, dall’Unione Europea. Si tratta di una varietà particolarmente apprezzata anche in cucina per le caratteristiche organolettiche e per la particolare morbidezza.

Vediamo quali sono le proprietà benefiche dei carciofi e le loro qualità nutrizionali.

Proprietà fitoterapiche

Le proprietà farmacologiche e terapeutiche di questo ortaggio sono note già dal diciasettesimo secolo e sono state nel tempo confermate dalla ricerca scientifica.

I carciofi, come altre Asteraceae tipo il rabarbaro, il cardo mariano e il tarassaco, hanno proprietà stimolanti sul fegato e la cistifellea. Il carciofo è una pianta “coleretica”: favorisce la sintesi e la secrezione della bile e trova impiego terapeutico nella cura dei calcoli biliari, dell’insufficienza epatica, delle dispepsie e di alcune forme di ipercolesterolemia. Il principio attivo che è responsabile di queste attività è la cinarina, che si può estrarre per infusione delle foglie di carciofo.

Cararatteristiche nutrizionali

I carciofi crudi al naturale sono ortaggi poco calorici: una porzione da 100 g apporta solo 22 kcal. La maggior parte dell’energia è data dalle proteine e dai carboidrati che ne rappresentano il 2.7 % ed il 2.5% del peso rispettivamente.

Del tutto trascurabile il contenuto di grassi. I carciofi sono anche un’ottima fonte di fibra alimentare: una porzione da 100 g ne contiene circa 6 g, ossia il 20 % del fabbisogno quotidiano.

Buono il contenuto di sali minerali, soprattutto calcio, ferro, fosforo e potassio, così come anche di vitamine come la A, la C la B1 e la B2.

12 gennaio 2016
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