Convertire l’energia solare in un carburante pulito utilizzando i batteri. È quanto riesce a fare la foglia bionica creata dai ricercatori della Harvard Medical School. L’équipe di scienziati, coordinata dal professor Joseph P. Torella, ha cercato di replicare in laboratorio la capacità delle piante di immagazzinare luce solare da impiegare come carburante per trarre nutrimento da aria e acqua. Un processo ben noto alla scienza con il nome di fotosintesi.

In passato gli scienziati hanno cercato di sfruttare la luce solare per produrre idrogeno da utilizzare per alimentare le celle a combustibile. L’idrogeno non è però risultato essere pratico come i carburanti liquidi e non ha attecchito nell’industria dei trasporti. I ricercatori della Harvard Medical School hanno perciò deciso di imboccare un’altra strada: utilizzare dei batteri ingegnerizzati per convertire l’energia solare in un combustibile liquido.

Nella foglia artificiale creata dal team un catalizzatore utilizza la luce solare per scomporre l’acqua in idrogeno e ossigeno. Un batterio ingegnerizzato converte poi l’anidride carbonica e l’idrogeno nel carburante liquido isopropanolo. Come ha illustrato Pamela Silver, una delle firme della ricerca:

Questo prova che è possibile immagazzinare energia solare e trasformarla in un carburante liquido. Non siamo alla ricerca di sistemi produttivi contorti. Vogliamo rendere il processo il più semplice possibile e facile da utilizzare.

Grazie a questa tecnologia, secondo gli esperti, sarà possibile produrre energia a livello locale, fornendo un combustibile a basso costo e immediatamente disponibile anche nelle aree più remote del mondo, dove non ci sono stazioni di carburante. I catalizzatori utilizzati nella foglia bionica sono economici e facilmente accessibili.

Il batterio impiegato nel processo è noto con il nome di Ralstonia eutrofia. L’efficienza raggiunta dai ricercatori è dell’1%, identica a quella ottenuta dalle piante con la fotosintesi.

L’obiettivo degli scienziati è di portare l’efficienza almeno al 5% nei prossimi anni per produrre maggiori quantità di isopropanolo dalla luce solare.

11 febbraio 2015
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