Carburante alternativo dai reggiseni usati

Come riutilizzare i reggiseni che non servono più? Recuperare la stoffa per trasformarla in accessori o altri indumenti sembra ormai un’idea superata, dal momento che la Triumph International ha avviato in Giappone un progetto che permette di trasformarli niente meno che in carburante.

Non si tratta di una trovata pubblicitaria (o almeno non solo di quello), ma di una reale sperimentazione che premette di ottenere dalla stoffa e dagli altri componenti dei reggiseni dismessi uno speciale “Refuse-paper and plastic fuel” (RPF). L’innovativo carburante eco-friendly è costituito da scarti di carta, plastica e fibre tessili.

Oltre a permettere un abbattimento delle emissioni di CO2 rispetto all’impiego di fonti fossili, il procedimento per produrre RPF sembra essere particolarmente conveniente dal punto di vista economico. Stando a quanto affermato dalla Triumph, i costi sono del 75% più bassi di quelli legati alla produzione di carburante a partire dal carbone e con un’efficienza simile.

Il combustibile ottenuto in questo modo, inoltre, contiene una minore quantità di acqua e di impurità rispetto al CDR (Combustibile da Rifiuti) che viene normalmente utilizzato negli inceneritori e rilascia meno diossina all’atto della combustione.

Dal 2009, la Triumph ha già recuperato in questo modo oltre 200.000 reggiseni, ricavandone circa 14 tonnellate di Refuse-paper and plastic fuel. La stessa tecnologia viene usata anche dall’azienda Wacoal, che ha al suo attivo circa 179.200 reggiseni riciclati e 17,9 tonnellate di combustibile prodotto.

24 ottobre 2011
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