Carbone pulito: centrale più avanzata non è mai stata sostenibile

Una centrale a carbone pulito che è risultata incapace di garantire la sostenibilità ambientale. È questo il risultato di una recente indagine del Guardian, che ha condotto un’inchiesta sull’impianto di Kemper, nel Mississippi.

Per molto tempo si è detto che questa centrale fosse la più avanzata al mondo, anche nella sua capacità di garantire il rispetto dell’ambiente. Invece sembra che i responsabili della gestione dell’impianto avrebbero nascosto per molti anni dei dati che dimostrerebbero il fallimento di un obiettivo così ambizioso.

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Secondo i dati emersi dall’inchiesta del Guardian, la centrale a carbone pulito che aveva come principale scopo quello di ridurre le emissioni di gas serra non sarebbe stata affatto sostenibile. Alla base ci sarebbero stati dei problemi di progettazione e delle difficoltà nel budget che non avrebbero consentito di sostenere nel tempo un investimento green.

Il costo della centrale a carbone pulito ammonta a circa 7,5 miliardi di dollari. La centrale elettrica di Kemper è stata poi convertita al gas, ma con costi economici esorbitanti, che avrebbero superato anche i limiti imposti dallo Stato. Nel tempo i periodi di manutenzione si sarebbero allungati di molto e a niente è servito l’utilizzo di milioni di dollari di finanziamenti pubblici.

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I dirigenti hanno continuato per anni ad affermare che puntare sul gas naturale sarebbe stato un vero e proprio cambiamento di rotta che avrebbe portato enormi vantaggi. Tuttavia non ci sarebbe stato nulla da fare e anche la centrale elettrica di Kemper non sarebbe riuscita a far funzionare come si deve il metodo del carbone pulito.

Quest’ultimo si basa sull’impiego di alcune tecnologie specifiche per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Soltanto in questo modo si potrebbe raggiungere l’obiettivo di ridurre del 13% le emissioni di carbonio. Questa operazione avrebbe importanti vantaggi climatici perché porterebbe ad avere soltanto un minimo aumento delle temperature globali.

La tecnica prevede la cattura dell’anidride carbonica sprigionata dalle centrali e il suo immagazzinamento in formazioni rocciose nel sottosuolo. Fino a questo momento nessuna centrale è riuscita ad impiegare veramente in modo fruttuoso questa tecnica, perché i costi sono risultati molto elevati. Nemmeno la centrale di Kemper è riuscita nell’intento.

6 marzo 2018
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I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, mercoledì 7 marzo 2018 alle9:27 ha scritto: rispondi »

Questa fobia rasenta ormai il delirio! Ma possibile che non si riesca a fare un minimo di approfondimento tecnico scientifico per arrivare a comprendere che la CO2 è un elemento fondamentale della vita sul pianeta e non è certo questo di cui ci si dovrebbe occupare e preoccupare? Poi quando nel discettare sul tema delle emissioni di GHG si parla di favorire il Gas in sostituzione del Carbone, allora davvero si rasenta la follia! Ma possibile che non si voglia andare a guardare qual'è la situazione della composizione dei diversi gas preenti nel sottosuoolo e che con l'estrazione viene portati in superficie, per scoprire che la CO2 è sempre presente (insieme a Metano, Butano e Propano, ecc. ecc.) e che questa viene poi "catturata dal flusso (insieme a H2S e N2O) per essere quindi !"vented" in atmosfera, senza però conteggiarla. Basta con questa farsa e l'inganno speculativo che lvi sta dietro. Sveglia.

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