Carbone, petrolio e gas naturale, a livello globale pesano per oltre l’81% nel quadro dell’approvvigionamento energetico. Sono fonti che si sono create in milioni di anni e che l’uomo sta utilizzando ad una velocità che va oltre il limite di riproduzione.

Il carbone in particolare ha caratterizzato la rivoluzione industriale, ancora duecento anni fa e al 2014 è ancora tra le principali fonti utilizzate per produrre energia, nonostante sia ben noto che le emissioni di CO2 prodotte dalla sua combustione sono superiori del 30% a quelle del petrolio e del 70% a quelle del gas naturale e nonostante numerosi studi abbiano dimostrato i suoi impatti sulla salute, soprattutto a livello cardiovascolare e respiratorio.

In Italia sono 13 le centrali a carbone funzionanti, per una potenza installata che supera i 124.750 MW, a fronte di una richiesta nazionale di 56.822 MW. Una assurdità se si pensa che per questo molte centrali sono costrette a funzionare a scartamento ridotto.

Per non parlare del fatto che il carbone che viene utilizzato è praticamente tutto di importazione. L’Italia infatti è un Paese senza giacimenti rilevanti e i pochi che ci sono forniscono carbone non adatto. Quindi ulteriori emissioni di CO2 per il trasporto. Questo è il quadro che emerge dal Rapporto del WWF appena uscito, dal titolo “Carbone: un ritorno al passato inutile e pericoloso“.

Qui si parla di una produzione di energia da carbone di 44.726 GWh nel 2011, di 49.141GWh nel 2012 e di 45.104 GWh nel 2013, per un contributo al fabbisogno elettrico nazionale complessivo, rispettivamente del 12,9%, del 14,4% e del 13,7%, rispetto ad una produzione di tonnellate di CO2 pari circa ad un terzo del totale delle emissioni da parte del sistema elettrico nazionale. Chiaro che la situazione è molto sbilanciata a favore di inquinamento, effetto serra e sovrasfruttamento delle risorse.

A risentirne non è solo l’ambiente, ma anche la salute delle persone. Basti pensare che come riferito dall’associazione europea “Heal-Healt and Enviroment Alliance”, se tutte le centrali a carbone europee fossero definitivamente chiuse si eviterebbero oltre 18.200 morti ogni anno, si potrebbero risparmiare 2.100.000 giorni di cure farmacologiche e fino a 42,8 miliardi di euro l’anno in costi sanitari. È per questo che il WWF propone di guardare avanti perché, come scrive la stessa associazione:

Il carbone è superato, come il grammofono

Da qui una serie di iniziative per comunicare questo messaggio: da un’infografica dal titolo “Combustibili Fossili e Cambiamento Climatico“, che indica i consumi energetici mondiali e la quantità di emissioni annue di CO2 rilasciate in atmosfera a livello globale, a una serie di vignette ad opera di Kanjano, che ritraggono un cane da slitta, un orso polare e un pinguino nel disperato tentativo di adattarsi ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo. Passando poi per un simpatico video prodotto da Don’t Movie nel quale si evidenzia come il carbone, al pari per esempio di un grammofono, è assolutamente un qualcosa di anacronistico, mentre il mondo deve andare avanti anche da questo punto di vista.

I dati di Terna sull’andamento delle rinnovabili lo confermerebbero: in agosto la produzione è stata pari al 48,9% dell’elettricità nazionale, con la copertura del 45,4% della richiesta elettrica. Non c’è più bisogno del carbone quindi, un messaggio da far arrivare forte anche alla COP20 che si chiude oggi a Lima.

12 dicembre 2014
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Wwf
I vostri commenti
Rinaldo Sorgenti, domenica 14 dicembre 2014 alle18:24 ha scritto: rispondi »

Sono molte le assurdità e le imprecisioni indicate nell'articolo sopra citato. Lo stesso "alsarago58" se ne è reso conto. Il Carbone è indubitabilmente stato alla radice dell'avvio della rivoluzione industriale e non ha mai perso d'importanza, tanto che nel 2014 alimenta ancora oltre il 40% della produzione elettrica mondiale, soprattutto nei grandi Paesi sviluppati del pianeta e continuerà a farlo ancora per diversi decenni. Lo dicono le iasstituzioni preposte a tali analisi a livello mondiale, in primis la IEA di Parigi. In Italia, grazie anche alla continua disinformazione e impropria demonizzazione, contribuisce per circa il 13% all'elettricità che il Paese consuma e sono SOLO 10 (al momento) le centrali in esercizio, dopo l'assurdo faermata degli impianti di Vado Ligure. Perchè il Carbone è essenziale e continuerà ad esserlo anche in futuro? Perchè è una fonte affidabile, ben distribuita sul pianeta e per questo a costi ragionevolmente ridotti, rispetto a tutte le altre fonti di produzione elettrica. Non bisogna invece temere (ed è del tutto fuorviante e speculativa la continua fuorviante demonizzazione del combustibile per quanto riguarda la salute e l'impatto ambientale, perchè quello che conta sono le tecnologie oggi impiegate per il suo opportuno impiego. Che poi siano fuorvianti e speculative le azioni che tali lobby continuano a fare, lo dimostra il fatto che gli Organismi preposti al monitoraggio delle emissioni in atmosfera (ed in particolare del PM10 e PM2,5) dimostrano che sono altri i settori e le attività che contribuiscono primariamente ed in larga maggior misura a tali emissioni. Tra questi primeggiano il traffico veicolare ed il riscaldamento civile. Perchè NON si interrompono subito queste attività, se davvero chi è preposto allo scopo ha in mente la protezione della salute dei cittadini??? Tornando al tema delle tanto speculate emissioni di CO2 (bisognerebbe meglio dire "GHG"), non è peraltro vero che le emissioni dovute al Carbone siano come descritto maggiori rispetto a quelle di altri combustibili ed attività. Infatti (non casualmente e del tutto speculativamente) al riguardo si considerano solo le emissioni "post-combustione", mentre nulla o quasi si dice di quelle "pre-combustione, che vanno sempre nella troposfera come le prime. Esaminare al riguardo lo studio (non è il solo) della Cornell University del 2011 dal titolo: "Methane and GHG footprint from natural gas shale formation". In questo studio, oltre ad affrontare il tema delle "fugitive emissions", nella seconda parte si parla anche del fattore di equivalenza tra le molecole di CO2 e CH4 in termini di GWP (Global Warming Potential) ed è alquanto sorprendente che i famosi studiosi dell'UN-IPCC (non casualmente) abbiano scelto un valore temporale espresso in 100 anni, anzichè 20, per esempio! D'altra parte, se la cosa fosse davvero così importante ed urgente (come dicono costoro), sarà il termine più ravvicinato ad interessare. O no ??? Insomma, forse è il caso di smetterla di speculare su questi argomenti e cominciare a dimostrare che sono davvero ben altre le urgenti necessità dell'umanità, tra le quali in primis: la FAME e le misere condizioni di vita di un terzo dei nostri simili che vivono nei troppi paesi sottosviluppati del pianeta. Dimostrate che davvero è degli esseri umani che vi interessa e non delle speculative teorie di cui si straparla.

alsarago58, venerdì 12 dicembre 2014 alle20:26 ha scritto: rispondi »

"In Italia sono 13 le centrali a carbone funzionanti, per una potenza installata che supera i 124.750 MW, a fronte di una richiesta nazionale di 56.822 MW" L'assurdità l'avete scritta voi: è tutto il parco centrali italiano (gas+solare+eolico+geotermico+biomasse+carbone) che ha una potenza di 124 GW. Del resto come farebbero 13 centrali ad avere una potenza di 125 GW, che sono centrali da più di 10 GW l'una?

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