L’acqua di rubinetto “depurata” attraverso le caraffe filtranti non è potabile e anzi conterrebbe corpi estranei potenzialmente nocivi per la salute. Le accuse sono pesanti e provengono da Mineracqua, la Federazione Italiana delle Industrie delle Acque Minerali che ha presentato una denuncia alla procura di Torino.

Sarà Raffaele Guariniello, attraverso un’inchiesta, ad appurare se le brocche filtranti sono davvero un pericolo per la salute. Una prima analisi è stata svolta dall’Università La Sapienza, per conto di Mineracqua, che ha appurato come i filtri di tre modelli di brocche producano un inquinamento dell’acqua: Brita, Coop Viviverde e Auchan Laica.

Adesso la palla passa ai carabinieri dei NAS, che dovranno appurare la nocività dell’acqua filtrata. È presto insomma per emettere verdetti, ma di certo le analisi svolte dai laboratori de La Sapienza gettano un’ombra sulla qualità delle caraffe filtranti, spesso consigliate per evitare l’acquisto di acque minerali in bottiglia.

23 febbraio 2011
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anonimo, giovedì 5 settembre 2013 alle21:34 ha scritto: rispondi »

allora i depuratori?

Martypozzi, giovedì 8 settembre 2011 alle15:50 ha scritto: rispondi »

Oltre ai problemi riscontrati da queste analisi nessuno parla di quelle minuscole particelle nere che scendono dal filtro, si depositano in fondo alla caraffa e finiiamo per bere. Mio marito si è ritrovato con dei calcoli ai reni, che sei mesi fa non aveva e son quasi sei mesi che utiliziamo la caraffa brita. Ho mandato una mail al sito della sudetta ditta e mi hanno risposto che i residui del filtro non sono nocivi. Certo non filtro l'acqua per berla più pura e poi bevo insieme altre schifezze.

Angelo, venerdì 18 marzo 2011 alle12:31 ha scritto: rispondi »

Ah, dimenticavo...ho già fatto un'analisi dei metalli nell'acqua -pre e -dopo filtrazione e non è vero, come ho letto altrove che si azzera il contenuto di sali rendendo l'acqua in pratica "distillata". Mi pare che il contenuto di Calcio, per esempio, passasse da 60 a 20 mg/l, quantità in linea con molte acque comprate (ma anche 60 andrebbe bene). E comunque ci accorgeremo se la nostra acqua fosse completamente demineralizzata...farebbe schifo :). Ovviamente, come in tutte le cose, è bene informarsi prima sulla qualità della nostra acqua anche se mi rendo conto che non sempre è facile perchè le analisi alla fonte (facilmente reperibili) possono essere diverse da quello che esce dal rubinetto a causa di tubature vecchie, magari ancora in piombo eccetera eccetera. Questo perchè in effetti, se già avessimo a disposizione acqua con un basso contenuto di sali disciolti, il sapore sarebbe addirittura peggiorato dalla filtrazione (il produttore della mia caraffa ne sconsiglia l'uso per acue con durezza inferiore ai 19 gradi francesi...e magari sarebbe meglio scriverlo neklla scatola anzichè nelle istruzioni, quando l'utente ha già speso i soldi...)

Angelo, venerdì 18 marzo 2011 alle12:22 ha scritto: rispondi »

Hai ragione Guido, e mi scuso per aver premesso di avere una laurea in chimica, dando l'impressione di voler fare il saccente, cosa sempre poco simpatica e gradevole. In realtà ieri ero parecchio infastidito da questa notizia, perchè vedevo la solita manovra per costringere il consumatore a continuare a comprare milioni di bottiglie di acqua minerale quando ci sono parecchie realtà in cui la qualità dell'acqua di rubinetto è assolutamente comparabile con quella acquistata al supermercato. Detto questo, è vero che lasciando una brocca per un tempo ragionevole all'aria si consente al cloro di venir liberato...ovviamente però dipende da quanto ce n'è. Dove vivo io, per esempio, ce n'è a quintali (e sono necessarie parecchie ore) e inoltre ho rilevato tracce di metalli pesanti (sotto il limite di legge, daccordo, ma pur sempre presenti). In questo caso un sistema di filtrazione può essere effettivamente utile. Fermo restando, come già detto, che in molte realtà non c'è nemmeno bisogno di ricorrervi, essendo l'acqua gradevole e "pulita". Un'unica cosa mi lascia perplesso, cioè l'articolo di altroconsumo segnalato da Angela che ho letto oggi in cui si dice che per le cartucce filtranti "brita" ci sarebbe una cessione di ammonio tale da eccedere i limiti di legge. Nei prossimi giorni porterò in laboratorio un po' di acqua "della caraffa" e farò l'analisi

Guido Grassadonio, venerdì 18 marzo 2011 alle11:12 ha scritto: rispondi »

Credo che le cose siano un po' più complesse di così. Dal basso di una non laurea in chimica (ho fatto tutt'altri studi), che io sappia basta tenere una brocca d'acqua un'ora all'aperto per eliminare l'odore ed il sapore di cloro. Non lo so per certo perché, appunto, non ho studiato chimica e perché l'acqua di casa mia esce già buona. Per il resto, come dice Angela, aspettiamo gli esiti dell'inchiesta, restando fermi nel consiglio di bere l'acqua dal rubinetto, magari senza passarla nella caraffa.

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