Grazie alla collaborazione con RelayRides, il gruppo General Motors si avvia a lanciare un innovativo modo di condividere le vetture tra i propri utenti. Con l’accordo siglato qualche mese fa tra i due gruppi prende il via il primo esperimento di car sharing peer-to-peer, un sistema che si basa sulle tecnologia OnStar implementata a bordo di numerosi modelli del gruppo di Detroit per consentire un utilizzo ancora più efficace e intelligente di un veicolo.

La tecnologia OnStar si basa su un sistema satellitare finora utilizzato da GM per offrire ai propri clienti un servizio per le emergenze o per le indicazioni sul traffico. Su queste basi RelayRides ha consentito di estendere ancora di più le potenzialità, dando modo ai possessori di un veicoli General Motors di condividere la propria auto con altri sottoscrittori del servizio, ricevendo in cambio una quota in denaro per la concessione d’uso del mezzo e andando ad ammortizzare non poco la quota pagata per OnStar, il cui costo si aggira tra 200 e 300 dollari all’anno.

Mediante l’utilizzo delle API di OnStar rilasciate da General Motors, RelayRides è stata in grado di realizzare un’app che consente ai clienti di condividere le vetture senza l’uso di chiavi fisiche, sfruttando la connessione da remoto, che passa per i server del provider, anche per bloccare o sbloccare le portiere, rendendo così assolutamente semplice e pratica la condivisione.

Inizialmente lanciato nelle città di Boston e San Francisco, il servizio di car sharing peer-to-peer è ora disponibile in tutto il territorio americano e può contare su un bacino di utenti potenziali di circa 6 milioni di iscritti, cioè tanti quanti gli abbonati a OnStar. La consistente platea di pubblico costituisce uno dei vantaggi sottolineati da RelayRides, che dopo l’accordo con GM ha visto un notevole incremento delle automobili condivise disponibili.

Secondo molti osservatori, dopo aver rivoluzionato la condivisione di contenuti digitale sulla Rete, il peer-to-peer potrebbe rappresentare il prossimo passo del car sharing, andando così a modificare pesantemente il modo di intendere il trasporto privato. Se l’iniziativa avrà il successo sperato non è escluso inoltre che simili servizi escano dai confini nord americani per arrivare anche in Europa.

18 luglio 2012
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I vostri commenti
alex, mercoledì 5 giugno 2013 alle11:28 ha scritto: rispondi »

il car sharing tra privati è un'idea che trovo interessante.. ho visto che se ne parla anche in italia ed il car sharing tra privati mi piace, lo farei pure io. mi sono imbattuto anche in questo sito che sembra possa provare a mettere in piedi il servizio. conoscete? alla fine l'auto la usiamo poco e quindi penso sia utile tirare su qualche soldino e soprattutto non inquinare troppo

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