Auto sì, ma condivisa, presa in prestito o noleggiata. Se da una parte gli italiani non rinunciano alle quattro ruote per spostarsi, complici mezzi pubblici non sempre efficienti e disponibili, dall’altra l’esigenza di tagliare i costi del carburante e la coscienza ecologica sempre più diffusa stanno portando a un rapido incremento del car sharing, del car pooling e di altre forme di mobilità integrata come la formula peer to peer, la messa a disposizione del proprio veicolo per periodi brevi ad altri conducenti.

Per l’83% degli interpellati da Deloitte il car sharing è un fenomeno positivo e rappresenta la naturale evoluzione della mobilità urbana. Gli italiani credono fermamente nei mezzi di trasporto alternativi al veicolo privato, in particolare i giovani che si mostrano particolarmente favorevoli all’utilizzo delle nuove tecnologie, applicazioni e smartphone, per pianificare percorsi a basso impatto e trovare compagni di viaggio.

Lo studio condotto da Deloitte è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria. Il report, dal titolo “Noleggio e Car Sharing al centro dello sviluppo della smart mobility cittadina, aziendale e turistica”, ha analizzato sia il contesto italiano che quello statunitense, interpellando campioni di cittadini di tre differenti fasce d’età per avere un quadro più obiettivo: 14-32 anni, 33-49 anni e 50-70 anni.

Il 64% dei clienti finali conosce il car-sharing, così come l’88% delle aziende di noleggio auto, quest’ultime dimostrano uno spiccato interesse per l’erogazione del servizio. Tra i criteri che spingono i clienti a valutare positivamente il servizio di car sharing appaiono determinanti l’economicità, la flessibilità e l’accessibilità del servizio.

Nel 2014 è cresciuto anche il settore delle flotte aziendali a noleggio. Gli ultimi dati diffusi da Aniasa, l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici di Confindustria, riportano un aumento del fatturato del 2,5% nei primi tre mesi del 2014. Nel 2013 il comparto ha fatto registrare un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Il trend è positivo soprattutto grazie all’incremento dei noleggi presso i desk aeroportuali.

Dal 2011 al 2013, tuttavia, si sono registrate 114.000 immatricolazioni di auto aziendali in meno, a causa degli scarsi incentivi per le auto a basse emissioni e dei costi fiscali elevati.

Le perdite per le casse dello Stato ammontano a 588 milioni di euro. Per questo motivo l’Aniasa chiede al Governo politiche più lungimiranti e il ripristino della deducibilità al 40% per l’acquisto di un veicolo aziendale.

9 maggio 2014
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