Presto al via il primo servizio di car sharing autostradale. Mezzi scelti per il servizio le auto elettriche, che viaggeranno in via sperimentale sulla tratta compresa tra Brescia e Milano. I 94 km del percorso sono stati giudicati ideali per l’utilizzo di veicoli elettrici secondo lo studio condotto dalla ClickUtility, il cui progetto ZET (Zero Emission Territory) verrà presentato ufficialmente martedì 22 ottobre a Milano in occasione della settima edizione del MobilityTech.

Il car sharing autostradale prevederà l’impiego di 72 auto elettriche, 144 colonnine di ricarica, 10 punti di ricarica rapida, 18 parcheggi di interscambio e alcune pensiline alimentate ad energia fotovoltaica per garantire la possibilità di ricaricare la batteria anche con fonti rinnovabili. Come ha spiegato Carlo Iacovone, responsabile del progetto per ClickUtility:

Il progetto interessa molto i vari attori consultati, dalla Società Autostrade all’Enel, passando per i gestori di flotte, in particolare Athlon, una società internazionale di car leasing molto impegnata sul fronte della mobilità elettrica, che ha già avviato un progetto analogo sulla trafficatissima autostrada olandese che collega il porto di Rotterdam con il cuore industriale della Germania, costeggiando il corso del Reno.

Il progetto ZET si avvarrà degli incentivi per la mobilità sostenibile inseriti nel decreto Sviluppo, riducendo così l’investimento totale d’avvio e di primo anno di gestione a circa 3,8 milioni di euro. Gli importi saranno divisi nella misura di 1,8 milioni per l’acquisto della flotta, 1,2 mln per le infrastrutture e 400 mila euro per i costi di gestione annui. Secondo le stime mediamente al mese verranno coperti 168 mila chilometri dalle auto elettriche del servizio di car sharing, equivalenti ad un risparmio in termini di CO2 di 26 tonnellate. Avvio previsto nel corso del 2013.

22 ottobre 2012
I vostri commenti
lucianoi, sabato 9 agosto 2014 alle12:44 ha scritto: rispondi »

non si puo comprare un auto. solo per il prezzo se costasse come un utilitaria ci sarebbe il mercato

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