Car Sharing: Berlino regina in Europa, Roma e Madrid in coda

Berlino regina del car sharing europeo, Roma e Madrid fanalini di coda: è quanto emerge dal confronto fra mercato americano e mercato europeo, condotto da AlixPartners nel report Car sharing, dal possesso alla fruibilità dell’auto. Sfide e opportunità della nuova mobilità urbana.

I dati, presentati in occasione, della manifestazione Missione Mobilità, promossa a Milano da AMOER – Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile, parla di un aumento esponenziale nell’uso del car sharing, per quanto riguarda i paesi europei: se gli utenti del car sharing fra USA ed Europa sono attualmente circa un milione, entro il 2020 nel Vecchio continente potrebbero toccare quota 8 milioni.

Secondo il report, l’Europa raggiungerà i 70 mila veicoli nel 2017, mentre negli USA si attesteranno sui 32 mila: stessa cosa per i 130mila veicoli previsti sul territorio europeo fra il 2017 e il 2020, mentre negli States saranno circa 50 mila. Gli 8 milioni di auto in car sharing dell’Europa 2020, si confronteranno i 4 milioni di veicoli previsti sulle strada americane.

Tra i Paesi europei, attualmente, la Germania la fa da padrona, con quasi 800mila utenti e oltre 13 mila auto in car sharing sul territorio: le città servite sono 37, mentre la crescita nell’utilizzo del servizio è aumentata del 37% dal 2012 ad oggi.

Così come la Germania è leader dei Paesi della comunità, Berlino è la metropoli più servita dal car sharing, con 207 mila utenti e 2.300 vetture dedicate. Seguono Londra, al secondo posto con 220mila utenti e 2.250 auto, e Parigi, con 105mila utenti e 2 mila vetture.

In coda troviamo Roma e Madrid, in cui il servizio è ancora in fase di avvio: la prima conta solo 2.500 utenti, a fronte di 120 veicoli; la seconda arriva a 8 mila utenti, con un parco macchine di 130 vetture.

Se i numeri non premiano la Capitale, è Milano a trainare il car sharing italiano: a fine 2013 il capoluogo meneghino poteva contare su una flotta di 1.500 veicoli e oltre 90 mila utenti. Ma i dati di AlixPartners, parlano di un ulteriore e massiccio aumento, entro i prossimi anni.

Giacomo Mori, Managing Director di AlixPartners, ha spiegato:

I grandi gruppi automobilistici non potranno non tenere conto di questi dati nella definizione delle loro strategie di breve, medio e lungo termine. Dovranno, da un lato, essere in grado di cogliere l’opportunità del car sharing, introducendo modelli e dotazioni pensati ad hoc e sviluppando alleanze con i fornitori del servizio, al fine di diventare player integrati nell’offerta di servizi di car sharing; dall’altro dovranno compensare i fattori che limitano il consumatore nell’acquisto di nuove auto.

Perché, secondo i dati del report di AlixPartners, sono proprio i costi elevati nell’uso dell’auto privata ad avvicinare i cittadini al car sharing: il 56% delle risposte indica come motivo principale dell’uso del servizio di car sharing il costo di acquisto, gestione e manutenzione delle vetture oggi sul mercato. Il 36% degli utenti sceglie invece il servizio per la sua semplicità d’uso e per la facilità nell’accesso: solo il 23% fa delle ragioni ambientali i motivi principali di questa scelta.

Se il 51% degli utenti dichiara di aver evitato l’acquisto di un’automobile grazie al car sharing, il 45% degli intervistati prevede di farlo nei prossimi anni: questo potrebbe sconvolgere l’attuale assetto commerciale del settore automobilistico. Il report, infatti, parla di 4,1 milioni di auto private in meno nei prossimi sei anni.

Mori, ha infatti concluso:

Il car sharing, in virtù della prevista maggiore diffusione, finirà per penalizzare le case automobilistiche: è quindi più che mai necessario che i costruttori ripensino le proprie strategie di mercato allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra le necessità di business, evitando così altre ricadute pesanti su tutta la filiera, e i cambiamenti di cui è oggetto la mobilità urbana.

8 aprile 2014
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