Le capre sono intelligenti, lo rivela uno studio

L’appellativo “capra” è da sempre utilizzato con connotazioni negative, per indicare una persona non propriamente dotata di perspicacia. Eppure un recente studio, condotto dalla Queen Mary University di Londra, svela come le capre siano degli erbivori estremamente intelligenti. Non sarà forse una novità per i tanti allevatori sparsi per lo Stivale, ma ora la scienza conferma quel che si è sempre sospettato.

Nel tentativo di capire perché le capre riescano a sopravvivere agilmente anche nelle zone più desolate e complesse del Pianeta, i ricercatori hanno voluto analizzare le capacità d’adattamento dell’animale. Scelti 12 esemplari, le capre sono state sottoposte ad alcuni innocui – ma fondamentali – esperimenti comportamentali.

Il test ha visto la somministrazione di pietanze di cui le capre sono ghiotte in un apposito contenitore: per arrivare all’agognato premio, gli animali hanno dovuto memorizzare e ripetere un percorso in 12 passi, tra ostacoli vari. Eseguendo correttamente l’esercizio si conquista l’apertura del box con il succulento cibo, compiendo un errore invece la possibilità di gustare tali prelibatezze è preclusa. Non solo tutti gli animali coinvolti nello studio hanno dimostrato di saper ripetere senza problemi l’esercizio appreso, ma questa competenza acquisita è rimasta nel tempo: gli erbivori sono stati tutti in grado di eseguire senza intoppi il test a ben 10 mesi di distanza. Così spiega Elodie Briefer, co-autore dello studio:

La velocità con cui le capre hanno ripetuto il complesso esercizio a 10 mesi, comparato al tempo impiegato per apprenderlo, indica una memoria a lungo termine eccellente. Abbiamo inoltre scoperto come gli animali privi di insegnante abbiamo appreso altrettanto velocemente delle capre che hanno visto delle dimostrazioni. Questo svela come le capre preferiscano imparare da sé, anziché apprendere guardando gli altri.

È proprio questa straordinaria memoria che permette all’erbivoro di colonizzare velocemente nuovi ambienti, anche dove la vegetazione non appare favorevole: non solo ricordano facilmente percorsi effettuati e luoghi dove gli alimenti sono più abbondanti, ma riescono a elaborare delle consuetudini d’azione utili per risparmiare tempo ed energie. Insomma, da oggi non si potrà più dire “capra” per insultare una persona dotata di scarso intelletto.

28 marzo 2014
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