È una delle tradizioni consolidate delle festività natalizie e, soprattutto a Capodanno, risulta del tutto irrinunciabile: il classico bacio sotto al vischio, infatti, è di buon augurio e di prosperità per l’anno che sta per cominciare. Ma da dove deriva questa usanza e, soprattutto, quali sono le caratteristiche principali di questa pianta?

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Qualora si decidesse di abbellire la propria abitazione con dei rametti di vischio, è bene ricordare come l’approvvigionamento della pianta non deve andare mai a detrimento del patrimonio naturale del territorio: meglio rivolgersi, pertanto, ad appositi vivai. Di seguito, qualche informazione sulla pianta e sulla nascita della tradizione.

Vischio: cosa è?

Il Viscum album è una pianta cespugliosa appartenente alla famiglia delle Viscaceae. Si tratta di una varietà sempreverde, capace di crescere sui tronchi e sulla chioma di moltissimi alberi, quali pioppi, querce, tigli, olmi e pini. Il vischio, infatti, approfitta del tronco di un’altra varietà per stabilizzarsi, in modo non dissimile dall’edera, e per questo è definita una varietà epifita e semiparassita. Il cespuglio di vischio viene spesso nascosto dalla chioma degli alberi che lo ospitano e tale particolarità ne spiega anche la popolarità proprio nel periodo invernale: è più facile identificarlo in questa stagione, infatti, dati i rami spogli di foglie.

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A differenza di altre piante rampicanti o parassite, il vischio non rappresenta una minaccia per l’albero ospite: non ne impedisce la crescita né soffoca lo sviluppo delle foglie. Non di rado, tuttavia, la sua estensione potrebbe richiedere opere di potatura o di manutenzione, soprattutto quando il suo sviluppo è eccessivo.

La pianta si presenta come un cespuglio corposo e molto ramificato, dalle foglie sottili e molto allungate, dalla consistenza importante e dall’intensa colorazione verde. Queste sono disposte a coppie simmetriche lungo i rami e, da esse, sorgono dei piccoli fiorellini di colore giallo. Il vischio è in grado di produrre anche un frutto, delle bacche bianche o tendenti al giallo, dalla polpa interna gelatinosa, non destinate tuttavia all’alimentazione per possibili effetti tossici.

La tradizione del bacio

Durante le festività natalizie, in particolare a Capodanno, è usanza scambiarsi un bacio sotto un rametto di vischio. Questa tradizione, originaria dai paesi del Nord Europa e dalle popolazioni vichinghe, ha radici lontane: deriva infatti dal culto di Freya, la dea dell’amore e protettrice degli innamorati. Pur trattandosi di una consuetudine lontana dai canoni della tradizione cristiana, l’abitudine di baciarsi sotto il vischio si è dapprima estesa nei paesi anglosassoni d’Europa e, in un secondo tempo, anche nelle nazioni affacciate sul Mediterraneo. Di seguito, la singolare leggenda.

Uno dei figli di Freya, Baldr, era da tutti amato e ammirato per il suo animo pacifico e per la sua incredibile bellezza. Per questo motivo, la dea dell’amore aveva fatto giurare a tutti gli esseri del creato, animati e vegetali, il massimo rispetto per il giovane, affinché non potesse accadervi nulla. La dea, tuttavia, dimenticò di interpellare il vischio, poiché considerato innocuo e poco pericoloso: Loki, il figlio maligno di Odino, realizzò quindi un dardo con i rametti di questa pianta, uccidendo il fratello. Freya, disperata per la scomparsa dell’amato Baldr, cadde in un inconsolabile pianto: le lacrime, toccando il terreno, si trasformarono però in bacche di vischio e permisero al bellissimo figlio di tornare in vita. La dea, sopraffatta dalla gioia, perciò decise di donare baci e rametti di vischio a tutti gli esseri umani, in segno della sua profonda riconoscenza.

27 dicembre 2016
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