Preparate i fazzoletti, perché la storia di Capitan vi toccherà nel profondo del vostro cuore, facendo vibrare le corde più nascoste della vostra anima. La vicenda coinvolge un giovane Pastore Tedesco e riporta alla memoria la vicenda di Hachiko, l’Akita Inu che rimase ad aspettare per nove anni il suo proprietario alla stazione dei treni di Tokyo. Una storia tramandata di generazione in generazione, che si guadagnò anche una trasposizione cinematografica.

La storia di Capitan è molto simile: originario di Villa Carlos Paz nell’Argentina centrale, il cane fu regalato da Miguel Guzman a Damian il figlio tredicenne. In apparenza una storia come tante, una convivenza serena all’interno di una famiglia amorevole. Ma il sogno di Capitan si interrompe nel 2006 a causa della morte improvvisa di Miguel.

L’animale non si da pace tanto che fugge di casa dopo il funerale, facendo perdere le proprie tracce. La famiglia sconsolata ormai lo da per morto o disperso, ma la sorpresa è grande quando durante una visita al cimitero lo trova addormentato accanto alla tomba di Miguel Guzman.

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Un amore incredibile il loro, un affetto profondo quello di Capitan, tanto da fare un breve ritorno a casa per un pasto caldo e poi tornare al cimitero. Questa la routine del cane, per sei lunghi anni non ha voluto lasciare l’amato proprietario. Di giorno si apparta nei dintorni, ma alla chiusura si sdraia sulla tomba di Miguel.

Di lui ormai si occupano gli inservienti e gli operai del cimitero, lo stesso direttore attende che il cane faccia il suo ingresso per poter chiudere i cancelli. Damian, il figlio di Miguel, ha cercato più volte di riportare il cane a casa ma senza esito.

«Credo non voglia più separarsi da mio padre, credo voglia rimanere al suo fianco fino alla morte».

14 settembre 2012
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