Il capelvenere, il cui nome botanico è Adiantum capillus-veneris, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Adiantaceae, una vasto gruppo di felci. Queste, così come il capelvenere, sono piante terrestri note per la peculiarità del loro sistema vascolare e il trasporto dei liquidi all’interno della loro struttura. Per molto tempo queste piante hanno costituito un mistero per i botanici, perché rimaneva ignoto il meccanismo di riproduzione. Fu solo a metà del 1800 che venne scoperta la replicazione attraverso le spore: nelle felci, sono visibili sulla pagina inferiore delle foglie.

Il capelvenere è una felce di dimensioni piuttosto ridotte: le piante mature superano raramente i 30-40 cm di altezza. Dal punto di vista morfologico, il vegetale è costitutito da:

  • radice rizoma strisciante;
  • foglie cuoriformi lunghe fino a 10 centimetri, che formano una chioma ampia e lucida, da cui appunto il nome “capelvenere”: il nome fa riferimento alla capigliatura delle Dea romana della bellezza;
  • rami scuri e sottili su cui si innestano le foglie.

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L’Adiantum capillus-veneris cresce spontaneamente in Europa – è piuttosto comune anche nei nostri boschi – in Africa e in America. Come tutte le felci è presente in luoghi in ombra e molto umidi, tipici appunto del sottobosco. La temperatura ideale è compresa tra i 18 e i 22 °C, ma sopporta bene temperature minime fino ai 10 °C. Viene coltivata anche in vaso e in giardino per la bellezza della sua chioma.

La pianta, oltre che per il suo aspetto, è nota anche per le sue proprietà fitoterapiche.

Come si usa il capelvenere

L’Adiantum capillus veneris, è una pianta medicinale le cui proprietà sono riconosciute da diverso tempo. I principi attivi responsabili dei suoi effetti sono:

  • tannini, conosciuti per le loro proprietà astringenti e antinfiammatorie;
  • adiantone, un derivato fenolico antiossidante la cui azione è intensificata anche dalla presenza di esteri solforati dell’acido idrossicinnamico;
  • triterpenoidi, composti noti per la loro efficacia come antinfiammatori;
  • mucillagini e gomme.

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Le parti della piante che vengono impiegate a scopo fitoterapico sono le foglie, raccolte nei mesi estivi, ossia quando sono presenti anche le spore. Una volta raccolte, le fronde vengono raggruppate in mazzi legati alla base e appesi capovolti al buio, in luoghi ben areati. Le foglie essiccate sono utili per realizzare il decotto, l’infuso e lo sciroppo.

Le proprietà del capelvenere

L’efficacia come fitoterapico del capelvenere è nota fin dalla fine del sedicesimo secolo, quando un medico francese ne scoprì l’impiego per il trattamento dell’asma e della pertosse. Oggi è noto che l’infuso di questa pianta, preparato con 1,5-2 g di foglie essiccate per ogni tazza, è un rimedio naturale utile per:

  • fluidificare le abbondanti secrezioni nasali e bronchiali in caso di raffreddore, raucedine e bronchite;
  • favorire la sudorazione in caso di leggera febbre o malessere generale, provocato dalle affezioni respiratorie.

Con le foglie essiccate di capelvenere si può realizzare anche il decotto, impiegando circa 20 g di foglie ogni 100 ml di acqua. Il preparato è utile per fare gargarismi e sciacqui in caso di mal di gola e raucedine. Inoltre, l’infuso caldo appena preparato ha dimostrato di aiutare la digestione, anche regolando il flusso dei sali biliari.

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Infine il decotto è utile per:

  • regolare il flusso mestruale;
  • per uso esterno, ossia frizionato sul cuoio capelluto, per favorire la regolare crescita dei capelli, ma anche per eliminare la forfora.

In erboristeria e farmacia si trova anche lo sciroppo, di capelvenere indicato in caso di bronchite.

3 ottobre 2017
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