Cantare migliora l’umore e riduce i sintomi del Parkinson

Uno studio dell’Iowa State University ha messo in evidenza i benefici del cantare nei soggetti affetti da malattia di Parkinson. Questa abitudine, se condotta a scopo terapeutico, può dare dei risultati davvero notevoli.

Cantare anche per un’ora riesce a ridurre la frequenza cardiaca, a diminuire i valori della pressione del sangue e i livelli di cortisolo nelle persone affette da Parkinson. Il canto riduce lo stress ed è in grado di migliorare l’umore.

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Secondo gli scienziati questa pratica potrebbe dare degli effetti positivi simili a quelli che si possono ottenere con l’assunzione di alcuni farmaci. Sono dei risultati davvero interessanti considerando che si tratta di una possibilità terapeutica accessibile.

Nel corso della ricerca sono state esaminate le condizioni di salute di un gruppo di 17 pazienti, affetti dal morbo di Parkinson, che erano entrati a far parte di un programma di canto terapeutico.

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Gli studiosi hanno analizzato la pressione del sangue, i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, e la frequenza cardiaca nei pazienti in questione. Inoltre i soggetti sono stati invitati ad esporre le proprie sensazioni in merito alla rabbia, all’ansia, alla tristezza e alla felicità.

Attraverso le analisi condotte dai ricercatori prima di una sessione di canto e subito dopo, è stato osservato che si erano ridotte le condizioni negative oggetto di studio. Anche se non c’erano dei cambiamenti notevoli per quanto riguarda la felicità e la rabbia, i componenti del gruppo di canto hanno spiegato di essere meno tristi dopo la sessione di un’ora. La dottoressa Elizabeth Stegemöller, professoressa di kinesiologia, ha spiegato:

Sappiamo che i pazienti si sentono meglio e il loro umore è migliorato. Alcuni dei sintomi, come l’andatura, non rispondono sempre prontamente ai farmaci, ma con il canto stanno migliorando.

8 novembre 2018
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