Cannabis light: arriva lo stop dal Consiglio Superiore di Sanità

La cannabis light non potrà essere più venduta. Così ha stabilito il Consiglio Superiore di Sanità nell’ambito di un parere richiesto dal Ministero della Salute. Un colpo davvero duro per chi ritiene che la cannabis light possa apportare dei benefici risolvendo diversi problemi che riguardano la salute fisica e mentale.

Vari studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che la cannabis light è in grado di ridurre dolori e infiammazioni, si rivela un energizzante e può agire anche come anticonvulsionante e antipsicotico. Proprio in seguito alla liberalizzazione del mercato dei prodotti realizzati a base di cannabis light, sono sorti in Italia anche diversi punti vendita per il commercio dei prodotti a base di cannabis leggera.

=> Scopri perché per dimagrire il caffè opera in modo opposto alla cannabis

Secondo il Consiglio Superiore di Sanità, invece, sembra che non sia stato valutato il rischio del consumo di questi prodotti, specialmente riguardo ad alcune condizioni, come l’età, la presenza di eventuali patologie, la gravidanza e l’allattamento. Inoltre, sempre secondo il CSS, si sarebbero dovuti valutare altri aspetti, come le interazioni con i farmaci o gli effetti che la cannabis leggera può provocare sullo stato di attenzione. Il Consiglio Superiore di Sanità ha spiegato:

La vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di ‘cannabis’ o ‘cannabis light’ o ‘cannabis leggera’, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione.

Eppure si è parlato a lungo di cannabis terapeutica, facendo riferimento al fatto che la marijuana leggera potrebbe avere anche uno scopo curativo. Molti hanno insistito sul fatto che non ci sarebbero nemmeno rischi nel mettersi alla guida, dopo aver assunto prodotti a base di cannabis light.

=> Scopri il primo gelato al mondo alla cannabis prodotto in Italia

È pur vero che eventuali effetti collaterali si possono manifestare in base alla risposta individuale e a seconda della modalità di assunzione, però la vendita era stata autorizzata in base alla presenza di THC (tetraidrocannabinolo) a basse concentrazioni.

Adesso arriva lo stop, anche perché il Consiglio Superiore di Sanità ritiene che non c’è stata possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte e sugli effetti che può produrre anche a lungo termine.

21 giugno 2018
Lascia un commento