L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (AIDAA) ha lanciato l’allarme sullo stato in cui versano i canili italiani, dove molti animali non possono essere sottoposti nemmeno agli esami obbligatori. Secondo i dati raccolti nel 2011, infatti, sarebbero almeno 200 i canili del centro-sud che faticano ad arrivare a fine mese e, come se non bastasse, la situazione è critica anche per le strutture delle grandi città.

Secondo l’Associazione, in particolare:

I canili italiani sono al verde. Non hanno più soldi e non si tratta solo dei canili privati, ma anche e soprattutto di quelli convenzionati e comunali che si trovano principalmente nelle città del Centro-Sud Italia, ma anche buona parte dei canili del Nord Italia non se la passano meglio.

La situazione, fino a oggi tamponata dall’impiego di volontari, sta peggiorando e molto spesso il rischio di morte dei cani per malattia (cimurro leshmaniosi) è molto alto.

Sulla base dei dai estrapolati da un gruppo 150 canili italiani convenzionati nelle regioni del centro-sud Italia, risulta inoltre che il maggior problema non sarebbe quello del sovraffollamento ma, soprattutto, quello del basso tasso di adozioni. In tali strutture, infatti, si tende a mandare i cani in adozione all’estero in cambio di alimenti per animali o di medicinali veterinari di cui i canili sono molto spesso sprovvisti.

Grave, infine, la situazione finanziaria e sanitaria:

Il buco di bilancio cumulativo oltrepassa i 5.000.000 di euro l’anno mentre i Comuni sono in ritardo con i pagamenti per circa 6.000.000 di euro, con ritardi che arrivano in alcuni casi anche a 5 o 6 anni.

Sempre in base ai dai dati raccolti dai volontari, mediamente ogni anno sono una ventina i cani che muoiono in ogni canile per cause naturali e per alcuni focolai di malattia, ma ci sono stati canili al Sud dove sono morti fino a 70 cani lo scorso anno a causa di vere e proprie epidemie di cimurro per un totale complessivo di almeno 15 mila cani morti nel 2010 su una popolazione di circa 180 mila cani presenti nei canili italiani”.

Secondo Lorenzo Croce, presidente nazionale AIDAA, quindi:

È evidente che l’inadempienza dei Comuni nel pagamento delle quote destinate al mantenimento dei cani nei canili e alle spese veterinarie è sotto gli occhi di tutti ma occorre che si corra ai ripari prima che la situazione degeneri sfuggendo di mano.

Per questo chiediamo un’anticipazione straordinaria di cassa dalle Regioni e dal Governo, per pianificare questo debito facendo poi rivalsa sui singoli Comuni. Si tratta di una somma irrisoria rispetto ad altre spese, somma della quale poi Regioni e Governo potrebbero rivalersi direttamente in sede di trasferimento dei fondi agli enti locali.

16 settembre 2011
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