Un’altra storia connessa ai canili degli orrori emerge sulle pagine della cronaca nazionale. Dopo il caso di Viterbo e del magazzino delle torture di Roma, è un rifugio di Foggia a rendersi complice di maltrattamenti sugli animali.

La situazione drammatica è stata rilevata dal Gip del Tribunale di Foggia, che ha ordinato il sequestro del canile-rifugio di Sant’Agata di Puglia per violazione delle norme sul trattamento dei cani. Degli esemplari ospiti, 17 sono stati trovati in condizione di grave denutrizione, rinchiusi in gabbie dalle piccole dimensioni, privati della possibilità di muoversi e non opportunamente al riparo dagli agenti atmosferici.

Una sorta di lager, così come si apprende dalle prime descrizioni apparse sulla stampa, a cui si aggiunge una sorta di palude formata da acqua ed escrementi. La pavimentazione della struttura, infatti, sembra non fosse idonea all’assorbimento e allo scolo dell’acqua piovana che, mescolandosi con le feci mai raccolte dei cani, creava una situazione igienica davvero allarmante.

Le autorità, dopo l’apposizione dei sigilli, hanno deciso di cedere in custodia la struttura al sindaco del paese, mentre i cani sono stati trasportati verso altri rifugi sicuri. Non è affatto la prima volta che le istituzioni certificano condizioni scioccanti per alcuni canili italiani, dove tutto si pensa fuorché al benessere del cane. È anche per questo motivo che si consiglia, qualora si volesse un nuovo animale da compagnia, di non rivolgersi all’acquisto bensì al canile: è un’opportunità irrinunciabile per salvare un cane dalla sofferenza.

4 giugno 2012
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