Una scioccante vicenda emerge dalla provincia di Viterbo, dove gli agenti della Guardia Forestale hanno smascherato un vero e proprio canile degli orrori, un campo di soppressione per cani.

I proprietari di questa struttura privata, prontamente denunciati dalle forze dell’ordine, per anni hanno praticato una scioccante barbarie: i cuccioli neonati ospiti in canile venivano affogati in acqua, per poi essere rinchiusi in sacchetti scuri e gettati nella normale spazzatura. Un uccisione non solo non giustificabile, ma efferata e intollerabile.

Non è dato ben sapere quali siano le reali ragioni che hanno spinto i gestori a un simile gesto ma, a quanto pare, i due si sarebbero sempre rifiutati di mettere in atto le procedure obbligatorie di sterilizzazione dei cani previste dal comune, preferendo invece sopprimere i nati dall’accoppiamento degli oltre 300 animali ospitati nella struttura. Sarebbero i costi veterinari, di conseguenza, il leitmotiv alla base di questo atto, che si configurerà come reato ai sensi della disciplina penale sulla violenza sugli animali.

La Guardia Forestale e il Nipaf di Roma, dopo aver chiuso i cancelli della struttura e affidato i cani ospiti alle cure di medici veterinari, non hanno fortunatamente rilevato altre infrazioni. Gli amici a quattro zampe adulti non paiono aver subito maltrattamenti: la violenza pare fosse tutta concentrata sui cuccioli, visti come un insormontabile ostacolo per i problemi di sovraffollamento della struttura.

9 maggio 2012
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