Il canile porta i cani alla follia

La vita in gabbia è una realtà spesso crudele, che può deprimere e alienare gli animali. Che sia una cuccia con le sbarre oppure un box gelido in un canile, la reclusione incide negativamente sull’umore di Fido. In alcuni casi la gabbia può condurlo alla follia pura. Del resto nessuno sceglierebbe spontaneamente di passare la sua vita in prigione, limitando la propria libertà fisica. Secondo uno studio condotto dall’Anthrozoology Institute dell’Università di Bristol, la reclusione porta i cani alla pazzia.

Hamish Denham, a capo della ricerca, ha videoregistrato 30 cani di razza Pastore Tedesco in forza alla Polizia. La notte in un box, dopo una giornata di azione e socializzazione, ha spinto molti di loro ad assumere comportamenti figli dell’alienazione, dello stress e del senso di reclusione. Molti esemplari saltavano contro il muro del box, camminavano in circolo, avanti e indietro, o ancora ossessivamente lungo il perimetro della gabbia.

Lo studio ha riscontrato similitudini comportamentali con gli esseri umani costretti alla galera. Una situazione che viene vissuta al pari della tortura e della punizione. Lo stesso vale per i cani che soffrono l’assenza di interazione sociale: questo può condurli al disordine psicologico. Infatti si parla di malattia mentale, “kennel crazy“, cioè follia da gabbia. I sintomi più comuni sono tutti ossessivo-compulsivi come masticare ripetutamente, saltare di continuo, tirare al guinzaglio con forza, quindi letargia, inappetenza, depressione e automutilazione.

Spesso questa condizione porta i cani, in particolare quelli in canile, a manifestare problemi di tipo comportamentale. La mancanza di tempo e risorse per rieducarli li trasforma in esemplari non adottabili. Una condizione penalizzante che li costringe al dolore e alla morte: nelle strutture in USA, dove non è contemplata l’adozione, la soppressione è l’arma finale per contenere il numero dei randagi e le spese. In Italia invece le adozioni sono indispensabili per garantire una chance di salvezza in più per cani costretti alla vita in canile.

14 aprile 2014
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I vostri commenti
Serena, mercoledì 4 novembre 2015 alle18:29 ha scritto: rispondi »

Sono una volontaria, penso che una reclusione senza colpa sia già di per se una condanna ingiusta,un canile inoltre dovrebbe garantire sicurezza e tutela di sostentamento e cura dell animale invece niente di tutto questo! Cibo acqua medicinali e una cuccia un riparo e una coperta sono un utopia. Solo paura sofferenza e terrore per questr creature che nella notte sentono solo il suono delle loro voci. Corse carezze parole e affetto gli vengono negati, loro non riusciranno mai a spiegarsi il perché. Il mio cuore piange e la mia impotenza crea in me un forte stress psicologico ed emotivo.

Viola Yael, sabato 19 aprile 2014 alle13:13 ha scritto: rispondi »

Ciao Massimo, grazie per il tuo intervento. Mi preme sottolineare che questo è un articolo, riportiamo i dati di uno studio inglese quindi non realizzato da GreenStyle. Quindi non è una nostra opinione personale, perché siamo una testata giornalistica. Non ci sono secondi fini e neppure interessi nascosti, inoltre non siamo neppure un'associazione. Il nostro compito è quello di informare, riportando la notizia nel modo più equilibrato possibile. Certa della tua comprensione ti invito a seguici e partecipare in modo attivo, i tuoi interventi saranno sempre ben accolti. Ciao, a presto.

Massimo Caldarelli, lunedì 14 aprile 2014 alle11:24 ha scritto: rispondi »

Credo sia un modo di pensare vergognoso, incivile, non degno di un paese avanzato e moderno, risolvere il problema del randagismo e della situazione dei canili con la soppressione degli animali, come si faceva un tempo, per avere vantaggi economici senza cercare di affrontare e migliorare la situazione dei canili. Non è vero che tutti i cani abbiano gravi disturbi, con il modello legislativo attuale molti cani vengono adottati e salvati senza avere quelle gravi conseguenze comportamentali e psichiche che sono volutamente enfatizzate. Mi domando, valutata la vostra brillante proposta, perché non facciamo la stessa cosa con gli esseri umani carcerati, oppure, ancora meglio, con gli orfanotrofi, daltronde, come voi scrivete e' una soluzione economica e caritatevole che risolverebbe il più grave e attuale problema del sovraffollamento carcerario italiano. Inoltre bisognerebbe rendere pubbliche le risposte, da voi volutamente censurate, evitate il dibattito, non pubblicandolo, atteggiamento tipico di colui che ha interesse a nascondere le opinioni degli altri poiché potrebbero influenzare diversamente le valutazioni dei vostri lettori. Quello che avreste dovuto fare era proporre soluzioni che migliorassero la vita e le condizioni dei canili in Italia, cosa possibile perché nel mondo esistono strutture in cui gli animali godono di un discreto benessere in attesa dell'adozione. Mi chiedo inoltre quale secondo fine stiate perseguendo e quali interessi nascosti ci siano in ballo. Spero in futuro ci siano sempre meno persone o associazioni che come voi con la scusa di perorare una causa nobile, vogliono invece ottenere lo scopo contrario e con abilità dialettica cercano di influenzare negativamente le opinioni altrui.

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