Il Segugio dell’Appennino è una razza canina, chiaramente di origini italiane, anche conosciuta con il nome di Piccolo Lepraiolo Italiano, a sua volta molto indicativo di quale sia l’impiego principale per questo cane riconosciuto e classificato dalla F.C.I. nel proprio Gruppo 6, quello dei segugi e cani per pista di sangue, che brilla, per l’appunto, nella caccia alla lepre.

Origini e aspetto del Segugio dell’Appennino

La teoria vuole che un suo antenato di questi cani sia risalente alla fine del primo millennio, mentre un primo documento storico che fa riferimento a questi esemplari è del 1200 quando Dante Alighieri, in un celebre sonetto, parla di bracchetti, riferendosi a cani di medio-piccola taglia molto abili nell’attività venatoria.

Fisicamente il Segugio dell’Appenino si presenta con un corpo asciutto ma adeguatamente muscoloso, rustico ma elegante al tempo stesso, molto agile nei movimenti.

Cane dal pelo raso e forte per il quale sono ammessi i seguenti colori:

  • il fulvo nelle sue diverse tonalità;
  • il nero focato;
  • il grigio lepre.

La presenza di bianco in un manto fulvo è indice di tipicità ma, attenzione, deve essere opportunamente distribuito e non prevalere sul colore principale.

Carattere e impieghi del Segugio dell’Appennino

Oltre che per la lepre può essere impiegato nella caccia al cinghiale e per altri animali da pelo, in questi casi però più che da cane segugio si comporta come un cane da ferma, prevale la prudenza quando deve dare la caccia ad animali più grandi, li segnala abbaiando.

Fortemente legato al conduttore sa però muoversi in autonomia durante lo svolgimento del proprio lavoro (da solo, in coppia o in piccole mute), particolarmente a suo agio sui terreni montani, difficilmente gli sfugge la preda.

29 marzo 2014
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