Il Segugio Austriaco, Osterreichischer Bracke o Brandlbracke Vieräugl nella lingua natia, è una razza canina che viene, come suggerisce il nome, dall’Austria. Riconosciuta e classificata dalla F.C.I. nel proprio Gruppo 6, quello dei cani segugi e cani per pista di sangue.

Origine e aspetto del Segugio Austriaco

La razza discende, probabilmente, dagli antichi segugi celtici ed è stata selezionata, esattamente, perché si cercava di ottenere un cane che fosse adatto alle regioni montuose dell’Austria.

Il nome austriaco Brandlbracke è dovuto alle focature che caratterizzano il Segugio Austriaco, in tedesco Brand, che la razza presenta alle gambe, al petto, alla testa, e alle due macchie grandi e ben delimitate sopra gli occhi che gli hanno conferito anche il nomignolo di Vieräugl, ovvero Quattrocchi.

Si tratta di un cane di media taglia con le orecchie leggermente lunghe, arrotondate all’estremità e pendenti piatte contro la guancia; gli occhi sono di colore scuro come il tartufo; la coda è alta quando il cane è in movimento, mentre se è a riposo è portata bassa. Il pelo è piuttosto setoso per il cui colore lo standard ammette le combinazione di colore nero con focature, o di colore giallo-rossiccio.

Carattere e impieghi del Segugio Austriaco

Il Segugio Austriaco è impiegato, principalmente, per la caccia in montagna, cosa che, del resto, era l’obiettivo principale da raggiungere con la sua selezione.

È un cane atletico e snello che si distingue per la grande capacità di scalare terreni più difficili e per il suo innato senso d’orientamento. Dall’olfatto ben sviluppato, questo segugio è anche ideale come cane da cerca, per la caccia alla lepre o alla volpe o al cinghiale.

In generale, gli esemplati di questa razza sono robusti e coraggiosi, tanto da essere in grado di affrontare ogni preda; mentre nei confronti dell’uomo è un cane molto affettuoso e coccolone, il Segugio Austriaco può svolgere anche il ruolo di cane da compagnia se ben educato per questo scopo, si sa adattare, infatti, anche alla vita in famiglia.

29 marzo 2014
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