Cani zombie a Chicago? Si tratta di coyote

Ha destato una certa preoccupazione l’apparizione, negli ultimi giorni, di alcuni quadrupedi davvero malmessi nei dintorni di Chicago. A seguito degli avvistamenti, in molti si sono rivolti ai social network per chiedere aiuto, identificando negli animali dei cani forse feriti o malati. Una notizia divenuta immediatamente virale in tutto il mondo, tanto che in molti hanno ribattezzato gli esemplari in “zombie dogs” – ovvero cani zombie – per il loro aspetto eccessivamente emaciato. Allo scopo di evitare spiacevoli conseguenze, le autorità locali hanno però deciso di intervenire: non si tratta di cani bensì di un gruppo di coyote.

Così come già anticipato, la vicenda ha avuto una certa risonanza sui social network, dove alcuni utenti hanno anche proposto di organizzare un recupero per salvare i “cani” in questione. Il Dipartimento di Polizia di Hanover Park, tuttavia, ha deciso di diramare un comunicato per spiegare come quelli avvistati non siano dei cagnolini randagi, bensì un gruppo di coyote probabilmente malati, sconsigliando fortemente l’intervento da parte di personale non formato.

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Gli animali infetti spesso possono apparire “rognosi”. Soffrono di perdita di pelo e sviluppano infezioni secondarie, apparendo quindi come dei cani “zombie”[…] Non avvicinatevi a questi animali o non lasciate che vi si avvicinino i vostri animali domestici. Potete evitare di attrarli nel vostro giardino o nel vostro vicinato evitando di lasciare cibo per loro e sigillando i sacchi dell’immondizia.

Secondo gli esperti, gli esemplari in questione sarebbero affetti da rogna sarcoptica, nota anche come scabbia canina, e potrebbero quindi rappresentare un veicolo di contagio per i comuni animali domestici.

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Sebbene i coyote siano normalmente degli animali notturni, il disagio provocato dall’infezione li spingerebbe a spostarsi anche in pieno giorno: le difficoltà di caccia, data la condizione emaciata, li costringe a cercare cibo nei dintorni delle abitazioni. Le autorità locali, nel mentre, stanno studiando un piano per la messa in sicurezza sia del branco infetto che degli altri esemplari della zona, per limitare i contagi.

4 settembre 2017
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