Un report shock arriva nuovamente dalla Cina, nazione spesso salita agli onori della cronaca per alcune consuetudini sul mondo animale non diffuse in Occidente. Dopo le polemiche su cani e gatti utilizzati per la ristorazione, la versione britannica dell’Huffington Post ha pubblicato le immagini cruente di una mattanza pubblica di cani. Scatti che hanno indignato profondamente le associazioni animaliste, pronte a richiedere una maggiore attenzione internazionale sul rispetto degli animali in Asia.

Le fotografie sono molto macabre e, per questo motivo, si è deciso di non riportarle all’interno di questo articolo per non turbare la sensibilità dei lettori. Il contesto è quello di un’immotivata violenza: due cani, in un villaggio cinese non ancora identificato, vengono bastonati a morte tra le urla di gioia di un nutrito pubblico.

I motivi della mattanza non sono ancora ben chiari: i due esemplari, due Mastini Tibetani, erano di proprietà di un allevatore locale, il quale li impiegava per il controllo del suo gregge di pecore. Per qualche ragione sconosciuta, la polizia è intervenuta per la loro soppressione: i due animali sono stati rincorsi, maltrattati e finiti a colpi di pistola, mentre parte dei presenti si sono accaniti sui corpi con badili e bastoni, tanto che dalle immagini uno dei due cani è completamente mutilato, quasi irriconoscibile. Così spiega un testimone della scena:

Oltre al pubblico, vi erano oltre 40 guardie di sicurezza e 20 poliziotti a prendere parte alla caccia per i cani. I poliziotti avevano pistole, mentre la popolazione locale era armata di badili. […] Il cane dal manto marrone ha cercato di nascondersi nell’erba alta, ma è stato raggiunto da sei colpi di pistola della polizia. Ritenuto ancora in vita, è stato fatto a pezzi dalle persone armate di badili. Il mastino nero si è invece nascosto sotto un tendone per la copertura di materiali per l’edilizia, ma è stato fatto uscire a sassate e, una volta all’aperto, colpito con i badili e ucciso.

Il proprietario assicura come i due cani fossero addestrati e per nulla pericolosi per le persone, il caso rimane tuttavia un giallo: la stampa estera sta cercando di capire se, con il semplice possedimento, l’uomo abbia violato qualche normativa locale. L’efferatezza del gesto rimane comunque scioccante e, così, l’associazione PETA ha deciso di scendere in campo con un commento.

Il pubblico dovrebbe sentirsi oltraggiato. Sfortunatamente, questo tipo di abusi è completamente legale in Cina, dove non esistono leggi sulla protezioni degli animali. E nonostante la custodia di animali sia sempre più accettata in alcune zone del paese, rimane una pratica relativamente recente nella nazione.

6 novembre 2013
Immagini:
I vostri commenti
Serena mollo, giovedì 7 aprile 2016 alle12:54 ha scritto: rispondi »

Sono in pieno accordo sono luridi bastardi bisogna fermare questa assurda mattanza e non solo di cani e gatti ma si ogni animale.

concetta santoro, lunedì 15 giugno 2015 alle21:08 ha scritto: rispondi »

Terribile spero che tutto questo finisca presto

greta, martedì 27 maggio 2014 alle21:09 ha scritto: rispondi »

barbari,bastardi è profondamente orrendo a nessuno importa la fine che fanno in queste regioni gli animali boicottiamo i loro prodotti e il turismo....

gabry, lunedì 11 novembre 2013 alle18:15 ha scritto: rispondi »

Bravo Roby ben detto!!!

Loana, venerdì 8 novembre 2013 alle19:25 ha scritto: rispondi »

La Cina una nazione da cancellare sulla faccia della terra....... Popolo maledetto

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