Si ricorderà di certo l’allarme, lanciato qualche mese fa dalla FDA, su un elevato numero di cani uccisi da cibo cinese tossico. Il conteggio sarebbe addirittura più alto di quanto inizialmente preventivato: sarebbero 1.000 gli esemplari colpiti negli ultimi sette anni.

Lo scorso ottobre la notizia aveva fatto capolino su tutte le testate internazionali: ben 580 cani sono deceduti, dal 2007 a oggi, per aver ingerito del cibo tossico di origine cinese, mentre ben 3.000 avrebbero subito delle patologie non letali dall’assunzione di crocchette e bocconcini non sicuri. A distanza di sei mesi, e dalla verifica dei dati negli ultimi sette anni, le cifre si fanno più preoccupanti: 1.000 esemplari deceduti, 5.600 cani intossicati, 24 gatti malati e addirittura tre umani affetti da problemi gastrointestinali per aver assunto degli alimenti tossici. In particolare bambini, i quali avrebbero ingerito bocconcini degli animali domestici sfuggendo al controllo dei genitori.

Le statistiche della Food and Drug Administration, basate sulle segnalazioni dei veterinari, riportano un 60% di casi affetti da gravi problemi gastrointestinali, quali vomito e diarrea, e patologie a carico del fegato. Nel 30% dei cani si sono verificate problematiche ai reni e all’apparato urinario nel suo complesso, mentre nel 10% degli episodi i sintomi sono molto vari e comprendono dalle irritazioni alla pelle fino a degli effetti collaterali neurologici.

Tali alimenti sarebbero venduti negli Stati Uniti sia con il nome originale dei produttori che ribrandizzati, ad esempio nelle linee di supermercato oppure da discount. Non sembrerebbero essere coinvolti, invece, i grandi produttori. Luke Qin, uno dei produttori cinesi in questione con un’azienda in quel di Shandong, è intervenuto direttamente sulla questione: a onor di telecamere, ha ingerito un bastoncino alla carne d’oca per dimostrare come si tratti di prodotti dallo “standard umano”. La FDA, in collaborazione con il Center For Disease Control, investigherà ulteriormente la questione per verificare vi siano le basi per bloccare l’import di alcuni prodotti sospetti. Brett Levitzke, un veterinario di New York, ha così spiegato ai network televisivi a stelle e strisce:

È abbastanza triste dover comunicare alle persone come quel biscotto dato al loro amico come premio è in realtà ciò che l’ha fatto stare male.

Al momento, l’intossicazione riguarderebbe unicamente gli Stati Uniti: attualmente non sono disponibili report, né si segnalano grandi numeri, per l’Europa.

19 maggio 2014
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I vostri commenti
alfredo1, martedì 20 maggio 2014 alle20:41 ha scritto: rispondi »

Se questas notizia è vera la Brambilla dovrebbe fare una denuncia hai cinesi !!!!!! comunque un padrone di un animale in Genere come può comprare un mangime cinese ... Si dovrebbe vergognare

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