I cani trasmetteranno in futuro virus all’uomo

In futuro i cani potrebbero rappresentare un importante veicolo di contagio per l’uomo, così come oggi accade per i maiali. È quanto rivela uno studio condotto dall’Icahn School of Medicine di New York, pronto a sottolineare come gli amici domestici possano trasformarsi in incubatori di future pandemie, in particolare di virus legati all’influenza. Al momento, però, non vi è nessun motivo di allarmarsi, né di rinunciare all’inestimabile compagnia dell’animale a quattro zampe.

Lo studio, pubblicato sulla rivista mBio, è partito dall’analisi del DNA di 16 virus influenzali rinvenuti in alcuni cani cinesi, rilevati tra il 2013 e il 2015, così come specifica SkyTG24. Dalla ricerca, è apparso evidente come questi virus influenzali – i quali di solito coinvolgono maiali e uccelli, per poi fare il salto di specie all’uomo a seguito della mutazione genetica – siano stati trasferiti dai suini ai cani, i quali a loro volta potrebbero passarli ai compagni umani.

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Fra gli esperti è quindi montata una comprensibile preoccupazione, poiché il percorso di evoluzione dei virus influenzali rilevati nei cani, in particolare i ceppi H1N1, H3N2 e H3N8, starebbe seguendo strade analoghe a quelle che hanno portato alla famosa pandemia di influenza aviaria nel 2009. In quel caso, il virus H1N1 è passato dapprima dagli uccelli ai suini, dopodiché ha interagito con altri virus ed è mutato, prima di contagiare l’uomo determinando una delle stagioni d’influenza più aggressive di cui si ha memoria.

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Fortunatamente, essendo per la gran parte degli animali domestici, il controllo dell’evoluzione dei virus, e il loro contenimento, potrebbe risultare più accessibile rispetto ad altre specie animali. Per quanto riguarda i cani, ad esempio, potrebbero essere lanciate delle specifiche campagne di vaccinazione per bloccare sul nascere la diffusione dei virus. Uno sforzo, però, che dovrebbe comprendere anche i moltissimi esemplari randagi, soprattutto in Asia, dove queste prime mutazioni sono state rilevate.

6 giugno 2018
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