La presenza di un animale domestico si rivela spesso fondamentale: non solo perché gli amici a quattro zampe rallegrano l’umore, ma anche perché possono essere d’aiuto in condizioni di difficoltà o in caso di problemi di salute. In particolare i cani, spesso impiegati in progetti di cura e pet-therapy. Due esemplari speciali, tuttavia, stanno per migliorare l’esistenza dei loro futuri proprietari: si chiamano Jack e Lola, provengono dalle zone del terremoto del Centro Italiana e sono stati scelti per un importante progetto rivolto ai pazienti cardiopatici.

L’idea nasce dalla Fondazione Iseni di Malpensa, tramite un progetto per incentivare l’adozione di cani da parte di cardiopatici: la vicinanza di un quadrupede, infatti, pare sia in grado di allungare e migliorare la quotidianità, nonché aumentare di ben quattro volte la sopravvivenza di chi soffre di problemi cardiaci. E fra i tanti animali che faranno parte di questa importante iniziativa, pensata per i pazienti degli istituti di ricovero e cura del gruppo, spiccano proprio Jack e Lola. I cani provengono da un centro partner di Animal’s Emercency di Foligno, nella provincia di Perugia di recente coinvolta da numerosi eventi sismici. Un progetto che continua anche nella sede di Trezzano sul Naviglio, dove vi sono già diversi quadrupedi pronti per vivere nelle famiglie dei pazienti, a cui si aggiungono altri centri di recupero e adozione.

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L’obiettivo è duplice, poiché vuole “superare il concetto di semplice pet therapy”. Innanzitutto, così come riferisce TGCom24, il progetto mira a ridurre gli abbandoni di amici a quattro zampe, sia sensibilizzando sulla presenza irrinunciabile dei cani nella vita delle persone, che con specifici percorsi di recupero e inserimento di questi animali.

Inoltre, l’adozione da parte di pazienti cardiopatici ne migliora le prospettive di vita, poiché l’accudimento di un cane aiuta a ridurre la pressione, i livelli di glicemia, il colesterolo e lo stress. Sia perché l’animale domestico porta positività e serenità, ma anche perché le piccole attività quotidiane correlate, quali la classica passeggiata, incentivano il movimento.

Un percorso pensato in ogni suo passaggio, sia dalla fase di selezione dei cani più idonei che con l’inserimento in famiglia. Un progetto di umanizzazione della cura, così come ha sottolineato il presidente della Fondazione Fabrizio Iseni, affinché il malato sia al centro della terapia.

21 febbraio 2017
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