Agli amanti del tartufo non può sfuggire il ruolo fondamentale del cane nella sua ricerca, vero artefice del ritrovamento e della caccia di questa prelibatezza. Il fungo ipogeo, che ama vivere sottoterra come tutti i tuberi, deve il suo ritrovamento all’olfatto sviluppatissimo del quadrupede. In particolare alcune razze specializzate dello stanare queste preziosità che, in molti casi, possono raggiungere cifre elevatissime in base al pregio. La possibilità di fallimento è quasi nulla, perché i cani vengono educati appositamente per questa pratica, addestramento richiesto espressamente dalla legge italiana.

Alcune razze sono maggiormente predisposte per questo genere di mansione, con una maggiore facilità nell’addestramento e predisposizione alla ricerca. Ma questa non è una regola, perché è la tipologia di addestramento a fare la differenza, così da consentire a qualsiasi cane di specializzarsi nell’annusare il territorio nel modo più congeniale. Che l’animale sia di razza o meticcio, quindi, non è un fattore indispensabile e obbligatorio. L’olfatto e una pratica costante, la cura nell’insegnare la tecnica migliore sfruttando l’indole personale del cane, garantiscono il risultato migliore.

Le razze più gettonate, caratteristiche

Anche se non è sempre una prassi, la ricerca del tartufo si avvale, solitamente, di una tipologia specifica di cane. Alcune razze primeggiano su altre per la loro capacità di comprensione e apprendimento immediato delle tecniche. Queste razze devono possedere un olfatto sviluppatissimo e focalizzato quasi esclusivamente sullo scovare il tartufo, con forte disinteresse per la selvaggina. Tali cani devo risultare resistenti, non temere la fatica e mostrare un’indole tranquilla con carattere obbediente e attento. Per questo i più adatti possono risultar: il Pointer, seguito da Bracco, Setter, Spinone, Cocker Spaniel, lo scattante Jack Russel, il Grifone, quindi il Lagotto romagnolo. Quest’ultimo è il più amato e impiegato nell’esercizio, proprio per la sua indole pacifica e ubbidiente.

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Nel settore sono tanti gli addestratori che prediligono l’incrocio tra razze broccoidi, per ottenere meticci di razza in grado di sopportare meglio i disagi e la fatica derivati da questa ricerca. Ciò che può fare la differenza è il tipo di sintonia che si instaura tra cane e proprietario, quindi il tipo di motivazione e d’interesse del quadrupede nei confronti dell’attività. Ma, come anticipato, non esiste la razza perfetta per la ricerca del pregiato tubero perché, sul campo, molte altre hanno dimostrato abilità e incredibile fiuto. Come ad esempio il Labrador dalla tempra solida, quindi il Beagle e il Border Collie.

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Spesso è il territorio a determinare la scelta della razza, ad esempio Bracchi, Pointer e i loro incroci sono adatti per le zone boschive con salite e scarpate, grazie al loro passo lungo e la velocità nella ricerca. Il Lagotto è più indicato per gli spazi pianeggianti, perché cane dal passo corto e dall’ubbidienza estrema. L’addestramento è indicato per chi è alle prime armi, quindi si deve affidare all’esperienza di un animale completo. Al contrario, un buon addestratore potrà gestire un esemplare inesperto, stabilendo con lui un ottimo rapporto di fiducia, ascolto ed educativo. Non si possono escludere della ricerca i cani meticci, i bastardini classici che, nelle mani di un valido educatore, potranno apprendere l’arte e metterla perfettamente in pratica. Invece, in passato, per questa ricerca venivano impiegati i cinghiali, forse meno gestibili ma dall’olfatto perfetto.

19 aprile 2017
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