Quante volte si vorrebbe cedere alla tentazione di acquistare un cane dal Web, anziché passare un pomeriggio in canile? Per quanto sia più scomodo doversi recare in rifugio e scegliere un amico a quattro zampe piuttosto che rimanere seduti in poltrona armati di mouse, Internet è spesso un posto poco amico degli animali. A denunciarlo è AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, che rivela come il 40% dei cuccioli acquistati sul Web siano malati e importati clandestinamente.

L’associazione pare abbia condotto una ricerca su 204 cani acquistati online, 127 dei quali comprati a rate, e di questi ben 89 sono risultati gravemente malati, 29 sono morti, 35 malnutriti e 44 di età inferiore rispetto a quanto dichiarato sui libretti veterinari. In caso di malattia, gli animali vengono “sostituiti” secondo la clausola del “soddisfatti o rimborsati“, e dei cani affetti dalle più svariate patologie non è quindi dato più sapere nulla.

Un problema scioccante che da tempo è rimbalzato agli onori della cronaca, basti pensare ai numerosi servizi televisivi come quelli di Striscia la Notizia, che hanno documentato la barbarie dell’import clandestino. Cuccioli di pochissime settimane rinchiusi in gabbie, a loro volta serrate all’interno del baule di un’automobile, senza acqua né cibo e in evidente deficit respiratorio. Un modo rapido con cui i malintenzionati riescono a guadagnare somme di denaro ingenti, considerato come questi cani costino spesso centinaia e migliaia di euro, quando i canili pullulano di esemplari gratuiti desiderosi di trovare una casa.

Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha così commentato i risultati dell’indagine, accusando Federfauna di non aver fatto a sufficienza per prevenire certe crudeltà:

«Questi sono dati agghiaccianti di chi sugli animali ci fa solo business. Invitiamo ancora una volta a boicottare l’acquisto di animali via Web, in particolare per quanto riguarda cani e gatti è fondamentale ricordarsi che ci sono migliaia di cani e gatti in canile e gattile che aspettano la una famiglia. Andremo a fondo a questa vicenda predisponendo una serie di denunce penali contro questi delinquenti che vivono sulla pelle degli animali, e chiederemo conto anche a Federfauna essendo alcuni di questi venditori di animali malati affiliati a questa associazione, che non perde occasione di attaccare gli animalisti e che difende invece truffatori e venditori di cani importati illegalmente. Riteniamo che Federfauna debba pagare in primis per questa sua contiguità con i truffatori e gli importatori clandestini di cani, in quanto la correità è un reato e in questo caso si tratta di un reato grave e penalmente rilevabile».

14 maggio 2012
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