Cani, spopola il dog sharing: cosa è?

La tendenza è già ben consolidata negli Stati Uniti, dove ha trovato un nugolo ben nutrito di appassionati, e si appresta a trovare grande successo anche in Italia: quello del dog sharing è il trend del momento. Complici anche i ritmi della vita moderna, e l’impossibilità di dedicare gran parte della giornata all’amico a quattro zampe, sempre più persone decidono di optare per un accudimento a tempo del cane.

Per dog sharing si intende, così come suggerisce il nome, la condivisione di un cane. Si tratta di un servizio dedicato a coloro che non possono permettersi di adottare un animale, poiché impossibilitati a seguirlo nell’arco delle 24 ore ore, tuttavia desiderosi di passare qualche ora in compagnia di un amico a quattro zampe. E così le famiglie di proprietari di quadrupedi si organizzano, per cedere per qualche ora il loro esemplare ad amici di fiducia, raggiungendo così un triplice obiettivo: recuperare tempo per i compiti quotidiani, far felici altre persone e mantenere alta la soddisfazione del cane, poiché non verrà mai lasciato solo per lunghi periodi.

=> Scopri l’ansia da separazione del cane


Negli Stati Uniti il fenomeno ha sia una crescita spontanea che una natura da vero e proprio business. Nella maggior parte dei casi, le famiglie si organizzano autonomamente tramite gruppi Facebook o su altri canali social, incastrando gli impegni e mettendo al centro il benessere del cane. Ancora, sono disponibili diversi servizi a pagamento sia per ottenere un amico a quattro zampe per qualche ora che per recuperare tempo, affidando il proprio esemplare domestico a professionisti. Janet Eggen, la proprietaria di un maltese di Ferndale, partecipa da tempo al dog sharing, definendo così la sua esperienza:

Ci sono molte persone che vogliono un cane ma sono spaventate della responsabilità full-time. Dopo aver appreso del dog sharing, ho pensato: “Questa può essere una buona soluzione”.

=> Scopri gli errori più comuni con cani e gatti


Così come spiegano gli esperti, è però necessario che il cane abbia sempre una famiglia principale di riferimento, mentre quelle aggiuntive dovranno entrare nella sua quotidianità soltanto per poche ore al giorno. Questo per evitare che l’animale soffra la confusione di un nucleo non ben definito, incontrando difficoltà nell’identificare il suo capobranco umano.

8 giugno 2018
Lascia un commento