I cani sono intelligenti, ma non in modo eccezionale: lo studio

Nell’immaginario comune, i cani sono certamente considerati fra gli animali più intelligenti. Poiché la loro evoluzione è avvenuta a stretto contatto con l’uomo, sono numerosi i compiti a cui questi splendidi quadrupedi assolvono, proprio per rendere l’esistenza umana migliore. Un nuovo studio, tuttavia, evidenzia come non vi sia dubbio questa specie sia intelligente, ma non in modo eccezionale così come opinione comune vorrebbe.

Lo studio è stato condotto dalla University of Exeter e dalla Canterbury Christ Church University: i ricercatori hanno voluto analizzare le abilità cognitive dei cani, per poi confrontarle con quelle di altre specie come leoni, orsi, leoni, iene e molti altri ancora. Analizzando oltre 300 studi già noti sull’intelligenza canina, gli esperti hanno rilevato una sorta di sbilanciamento a favore del quadrupede, forse un piccolo pregiudizio proprio poiché questa specie è quella più vicina e amata dall’uomo.

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Gli animali sotto esame sono stati perciò divisi in tre gruppi – quelli domestici, i sociali e i carnivori – ed è emerso come, se confrontati con altri esemplari, l’intelligenza dei cani è certamente evidente ma non eccezionale. Nella maggior parte degli studi analizzati, infatti, i quadrupedi non raggiungono punteggi superiori rispetto ad altre specie, né presentano caratteristiche cognitive che possano renderli unici nel loro genere.

Secondo quanto emerso, nei processi associativi o nella cognizione fisica, i cani tendono a raggiungere performance del tutto sovrapponibili alle altre specie, in particolare orsi e leoni. Risultano però più abili nel riconoscere le potenzialità e i rischi del loro ambiente immediato, sebbene la distanza con gli altri gruppi non sia enorme. In merito alle percezioni olfattive e alla capacità di prendere decisioni complesse in base a questo senso, i cani effettivamente dimostrano un naso sopraffino, sebbene comparabile a quello della maggior parte dei carnivori. La grande differenza non è perciò nella capacità di elaborazione in sé, bensì dal fatto che l’uomo abbia capito come sfruttare questa caratteristica a proprio vantaggio. Anche l’intelligenza sociale è molto sviluppata, forse proprio grazie all’evoluzione a fianco dell’uomo, ma in natura si trovano specie più coese e più inclini alla socializzazione fra simili, come quella dei lupi. Infine, i quadrupedi scodinzolanti non hanno consapevolezza del proprio sé, ad esempio non si riconoscono allo specchio, peculiarità questa poco diffusa fra gli animali ma comunque presente in natura, come nel caso dei delfini e di alcune scimmie.

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Britta Osthaus, una delle psicologhe alla base dello studio, ha così spiegato:

I cani sono davvero importanti nella vita di molte persone e si prestano a una grande varietà di ruoli per l’uomo, si tratti di cani guida, cani poliziotto, cani da ricerca e via dicendo. Posseggono delle capacità cognitive straordinarie, soprattutto nella socializzazione con l’uomo. Ma, così come abbiamo scoperto, queste capacità sono simili a quelle di altre specie, come capre, maiali e piccioni. […] Bisogna quindi accettare i cani sono speciali, ma non eccezionali. Questo per non prendere da loro troppo durante il training o dalla convivenza domestica. Dobbiamo rivedere la nostra interazione con loro per trattarli in modo consono. Sono degli animali sociali, carnivori e addomesticati, dobbiamo fornire loro l’appropriata stimolazione mentale, il giusto esercizio e la corretta dieta.

1 ottobre 2018
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